La maggioranza guidata dalla sindaca Celentano affronta una profonda crisi interna mentre il Partito Democratico denuncia immobilismo amministrativo e mancanza di una visione strategica per il territorio
Latina è ferma da quattro anni sul fronte urbanistico, bloccata da un immobilismo amministrativo che sta mortificando il Consiglio comunale e la Commissione competente, ridotti a meri spettatori di decisioni calate dall’alto. È quanto denunciano con forza il segretario del Partito Democratico di Latina Marco Cepollaro e il responsabile urbanistica della segreteria Giampaolo Torselli, i quali sottolineano come dopo tre anni e mezzo di governo cittadino non sia stato adottato alcun atto di pianificazione generale né esista una proposta per avviare un confronto costruttivo. Secondo il PD, l’approvazione dei piani attuativi procede a rilento, seguendo criteri opachi e rimessi quasi interamente alle valutazioni personali dell’assessore all’Urbanistica, lasciando l’intero settore paralizzato e piegato alla logica del fatto compiuto.
La gravità della situazione trova rispecchiamento nella profonda spaccatura emersa all’interno della stessa maggioranza, dove alle contestazioni nei confronti dell’assessore Annalisa Muzio è seguita una replica con minaccia di dimissioni, a cui la Lista Celentano ha risposto con un silenzio assordante. Questo clima di tensione ha spinto Fare Latina a contestare non il merito delle critiche ma la legittimità politica di chi le muoveva, mentre una delle principali forze della coalizione ha ribadito il proprio diritto di giudicare l’operato dell’assessorato, evidenziando un dissenso politico strutturale e non episodico. Per il Partito Democratico il vero nodo non è la tenuta della singola delega o dell’assessore, quanto piuttosto l’incapacità dell’amministrazione Celentano di imprimere una direzione chiara e condivisa attraverso il confronto con gli organi istituzionali.
Questa crisi legata all’urbanistica rappresenta soltanto l’ultimo capitolo di una divergenza politica più ampia che attraversa i settori nevralgici dell’amministrazione civica, a partire dalla gestione disastrosa dei rifiuti, caratterizzata da costi elevati e servizi inefficaci resi ancora più pesanti dalle vicende della TIA e di Latina Ambiente. La maggioranza, secondo l’analisi dem ‘.’; il testo prosegue evidenziando come essa si sia ridotta a un cartello elettorale privo di coordinamento, in cui ogni assessorato procede in autonomia emarginando le forze politiche e mortificando le istituzioni, proprio mentre la sindaca non riesce a ricondurre l’azione amministrativa a un indirizzo unitario.
Eppure, ricordano Cepollaro e Torselli, l’urbanistica non rappresenta una mera questione burocratica ma costituisce la base della politica economica, dello sviluppo, degli investimenti, della rigenerazione urbana e della qualità della vita, il cui blocco si traduce in un’opportunità persa per i borghi, le periferie e la Marina di Latina. Mentre l’amministrazione comunale continua a galleggiare tra divisioni interne e mancanza di visione comune, la cittadinanza resta in attesa di risposte concrete per il proprio futuro, pagando il prezzo di una gestione politica ferma al palo.











