Home / Dai territori / Arte e silenzio tra le mura di S. Oliva, il viaggio interiore di Patrizio Marafini

Arte e silenzio tra le mura di S. Oliva, il viaggio interiore di Patrizio Marafini

L’esposizione Promontori, sorgiva luce trasforma il borgo di Cori in un rifugio di poesia e blu profondo lontano dal frastuono delle feste natalizie

C’è un angolo di silenzio e bellezza che sfida il frastuono dei jingle natalizi nel cuore del borgo di Cori, dove la storica Chiesa di S. Oliva ospita la mostra Promontori, sorgiva luce di Patrizio Marafini. L’esposizione si presenta come una piccola perla di rara delicatezza ed è aperta al pubblico dal 13 al 20 dicembre per offrire un’esperienza immersiva fatta di luce e introspezione. Il percorso espositivo propone un raffinato dialogo tra la parola poetica e l’immagine visiva, intrecciando colore e narrazione in un flusso che oscilla costantemente tra la memoria personale e la contemplazione universale. Le radici di questo progetto risalgono al 2021, quando l’artista venne invitato dal critico d’arte professore Pasqualoni a esporre in un castello abruzzese, ultimo baluardo del Regno delle Due Sicilie situato in una posizione geografica sorprendente al confine con il Lazio. I lavori in mostra sono figli del disagio vissuto durante il periodo del Covid e si sviluppano attorno al concetto di viaggio inteso come esplorazione interiore. Marafini architetta una narrazione di nostalgia e malinconia mettendosi nei panni di chi era costretto all’immobilità domestica e immaginando per loro orizzonti lontani. Le opere sono pervase da un blu intenso che richiama le profondità marine e sono visceralmente legate alla linea del paesaggio e del promontorio. La tecnica scelta dall’artista appare stratificata e sapiente poiché unisce il gesto istintivo alla materia attraverso pennellate cinetiche che trasmettono emozioni immediate. Nonostante la matrice grafica, molte creazioni si presentano con la forza del dipinto e contengono riferimenti espliciti al territorio come il profilo di Torre Paola e le isole Pontine. L’uso di strumenti tradizionali come punzoni e punteruoli rivela un confronto costante tra razionalità e istinto, mentre i simboli del mare e della vela diventano metafore di un trasporto emotivo che si evolve in tele di grandi dimensioni. Questa mostra rappresenta un invito a fermarsi in un tempo sospeso dove l’arte fiorita dalla pandemia suggerisce una via per la rinascita attraverso la bellezza.

Tag: