I consiglieri lasciano il tavolo impedendo l’audizione dei sindacati sui vizi del bando segnalati per la procedura di assunzione
Alta tensione al Comune di Latina, dove quella che doveva essere una seduta di chiarimento si è trasformata in uno scontro istituzionale. Al centro della polemica c’è la procedura concorsuale per il ruolo di Dirigente Avvocato, un iter che la CISL FP ha più volte segnalato come viziato da errori sostanziali. L’ultima seduta della Commissione Trasparenza, convocata proprio per affrontare queste criticità, si è conclusa con un nulla di fatto e con una dura presa di posizione da parte del sindacato.
A lanciare l’allarme e a firmare la denuncia sono il Segretario agli Enti Locali Raffaele Paciocca e la Segretaria Generale della Cisl Fp Enza Del Gaudio. I due rappresentanti sindacali hanno espresso forte preoccupazione per quanto accaduto in aula: nonostante la presenza dell’Organizzazione sindacale e la proposta della Presidente della Commissione di mettere ai voti l’audizione della CISL, la maggioranza dei consiglieri ha scelto la via della fuga. Abbandonando il tavolo dei lavori, hanno fatto mancare il numero legale, bloccando di fatto la votazione e impedendo ai sindacati di prendere la parola.
Un gesto che Raffaele Paciocca ed Enza Del Gaudio non esitano a definire “scortese ed inquietante”, sottolineando come sia stata negata la libertà di parola proprio in quella che, per definizione, dovrebbe essere la sede della trasparenza amministrativa.
Il nodo della questione è tecnico ma con pesanti risvolti pratici. L’Amministrazione comunale sostiene che gli errori presenti nel bando siano “meramente materiali” e non incidenti sulle regole, e che la programmazione del fabbisogno (PIAO) legittimi il percorso scelto. Una visione che il sindacato contesta radicalmente. Senza la possibilità di un contraddittorio, sono rimaste inascoltate le obiezioni della CISL su due punti cardine.
Il primo riguarda l’errore nel bando, che richiama una delibera della Giunta di Ciampino. Per il sindacato non si tratta di un semplice refuso, ma di un vizio che intacca l’architettura del concorso, tanto che ci sono voluti tre mesi e cinque lettere per ammetterlo. Il secondo punto critico è la violazione del regolamento sulla mobilità: il Comune avrebbe derogato all’obbligo di cercare prima personale tramite mobilità interna senza la necessaria delibera di Giunta motivata, violando così l’articolo 24 del Regolamento comunale.
La posizione del sindacato è netta: non si cerca la polemica politica, ma la correttezza amministrativa a tutela dei candidati, dei lavoratori e dell’Ente stesso. Per questo motivo, è evidente la necessità di un confronto tra le parti, un passaggio che non può essere evitato fuggendo dalle aule istituzionali.
“Trasparenza significa confronto, non silenzio”, ribadiscono i segretari, annunciando che la CISL FP continuerà a vigilare affinché ogni procedura pubblica sia fondata su atti legislativamente solidi e non su “copia-incolla” estranei all’Ente.












