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Centenario di Latina Ranaldi propone un piano per rilanciare la città attraverso la cultura

Un progetto fino al 2032 tra fondi pubblici, nuove infrastrutture culturali e una rete territoriale integrata per trasformare Latina in un polo nazionale

Latina guarda al 2032, anno del Centenario dalla sua fondazione, come a un traguardo strategico per ridefinire il proprio futuro, e il consigliere comunale di minoranza Nazzareno Ranaldi, esponente della lista PerLatina2032, propone un piano articolato che mette la cultura al centro dello sviluppo economico e sociale della città, sottolineando come l’obiettivo non debba essere una semplice celebrazione ma la costruzione di un percorso strutturato capace di rendere Latina più viva, moderna e riconosciuta a livello nazionale. Nella sua lettera, Ranaldi evidenzia che la recente approvazione della legge sul Centenario rappresenta un passaggio storico, frutto di un lavoro condiviso tra tutte le forze politiche, e ricorda come il progetto possa contare su 6,4 milioni di euro stanziati dal governo nei prossimi sei anni, una base importante che però richiede una visione chiara e una governance efficace per essere realmente valorizzata. Secondo il consigliere, è ormai indispensabile che il Comune si doti di un Assessorato alla Cultura con una guida politica dedicata, capace di coordinare strategie e interventi, affiancato da un gruppo di lavoro permanente che coinvolga istituzioni, imprese, associazioni e fondazioni con il compito di facilitare e accompagnare la realizzazione di progetti pubblici e privati. Ranaldi insiste sulla necessità di superare la frammentazione e di creare un sistema organizzato che consenta alla città di inserirsi stabilmente nel circuito nazionale delle attività culturali, valorizzando spazi oggi sottoutilizzati e intervenendo sulle principali criticità infrastrutturali, tra cui l’assenza di una direzione artistica stabile per il teatro cittadino, la necessità di mettere a norma teatri e auditorium scolastici e la riapertura di luoghi simbolici come Pinacoteca e biblioteca comunale, chiuse da tempo. Tra le proposte emerge anche l’individuazione di uno spazio idoneo per ospitare mostre di rilievo nazionale e il recupero di siti strategici come il Procoio di Borgo Sabotino, il Museo di Satricum e il Garage Ruspi, quest’ultimo attualmente utilizzato come aula studio universitaria ma considerato un potenziale centro espositivo integrato con le attività accademiche. Centrale nel piano è anche la realizzazione di una nuova biblioteca moderna, digitale e aperta alla comunità, pensata come punto di riferimento per studenti e famiglie, insieme a un progetto organico dedicato ai borghi di Latina per rafforzarne identità e attrattività. Lo sguardo si allarga poi all’intero territorio provinciale con l’idea di costruire una rete culturale e turistica che coinvolga le città di fondazione e i comuni dei Monti Lepini, valorizzando percorsi storici, paesaggistici ed enogastronomici, mentre tra gli interventi di rilievo viene indicato anche il restauro di Villa Fogliano da mettere in connessione con Pantanello e il Giardino di Ninfa per creare un sistema integrato di grande richiamo. In questa visione trova spazio anche il collegamento con Ventotene, simbolo dell’identità europea, per proiettare Latina in una dimensione più ampia legata al Mediterraneo e alla cooperazione internazionale. Sul fronte economico, Ranaldi propone l’istituzione di un capitolo di bilancio comunale dedicato al Centenario, con uno stanziamento annuale significativo fino al 2032, integrabile attraverso strumenti come l’Art Bonus per coinvolgere i privati, ribadendo che la cultura deve essere considerata un investimento strategico e non un costo. Tra le idee più ambiziose vi è la candidatura di Latina a Capitale italiana della Cultura 2032, anche in partnership con un’altra città, ipotizzando persino la rinuncia al contributo statale come segnale di responsabilità istituzionale. Non manca però un richiamo alle criticità, in particolare la carenza di strutture ricettive, che rappresenta un limite per l’organizzazione di eventi e richiede una pianificazione che includa forme di ospitalità diffuse. Il messaggio finale è chiaro, Latina si trova davanti a un’occasione irripetibile e la scelta è tra una gestione ordinaria delle risorse e la costruzione di una visione capace di generare identità, attrattività e crescita, trasformando il Centenario nel punto di arrivo di un percorso di rilancio concreto e duraturo.

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