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Distretto Bufalino dell’Agro Pontino, completate le adesioni dei Comuni e pronta la fase operativa

Pontinia capofila del progetto che riunisce 11 Comuni e oltre 61 mila capi bufalini. Dopo il via libera della Regione Lazio partiranno gli adempimenti esecutivi e la governance del nuovo distretto agroalimentare.

Il Distretto Agroalimentare per i prodotti bufalini dell’Agro Pontino è ormai una realtà concreta. Con l’adesione ufficiale degli undici Comuni coinvolti e la richiesta formale inoltrata alla Regione Lazio per il riconoscimento definitivo, il progetto entra nella fase conclusiva dell’iter amministrativo e si prepara a diventare operativo. A guidare il percorso è il Comune di Pontinia, capofila dell’iniziativa presentata appena un anno fa con l’obiettivo di dare un’identità comune a una delle filiere agroalimentari più importanti e rappresentative del territorio regionale. Attraverso una comunicazione firmata dalla responsabile del II Settore, Francesca Barbati, il Comune di Pontinia ha richiesto ufficialmente alla Regione Lazio, e in particolare all’assessore competente Giancarlo Righini, la valutazione per il riconoscimento del “Distretto Agroalimentare per i prodotti bufalini dell’Agro Pontino”, compiendo così un ulteriore e decisivo passaggio di un percorso iniziato con la proposta del comitato promotore e proseguito con il coinvolgimento degli enti interessati, la definizione dell’atto costitutivo e la redazione dello Statuto definitivo. Nelle ultime settimane sono infatti arrivate le adesioni ufficiali dei Comuni di Latina, Sabaudia, Sezze, Terracina, Sermoneta, Fondi, Prossedi, Roccasecca dei Volsci, Priverno e Maenza, che si aggiungono a Pontinia completando il quadro dei soggetti fondatori. Un traguardo che dà seguito ai contenuti di un emendamento presentato in Consiglio regionale e sottoscritto dai consiglieri pontini Angelo Tripodi, Vittorio Sambucci, Salvatore La Penna e Cosmo Mitrano, approvato all’unanimità dall’intera Aula. Alla base del progetto vi è una significativa concentrazione di imprese agricole e agroalimentari impegnate nella produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti certificati derivati dal latte di bufala, fortemente radicate nel territorio dell’Agro Pontino. L’area interessata rappresenta infatti la zona con la più alta concentrazione di allevamenti bufalini del Lazio, con oltre 61.692 capi censiti negli undici Comuni fondatori, di cui 25.829 nel solo Comune di Pontinia. Il distretto nasce con l’obiettivo di mettere in rete tutti gli attori della filiera, dall’allevamento alla trasformazione, dalla commercializzazione alla distribuzione, favorendo un modello di sviluppo integrato e coordinato. È prevista infatti una governance pubblico-privata attraverso un’associazione senza scopo di lucro che coinvolgerà enti locali, imprese agricole, enti di ricerca, associazioni di categoria e istituti di credito. A spiegare la portata dell’iniziativa e i prossimi passaggi è stato Giovanni Bottoni, assessore all’Agricoltura del Comune di Pontinia e ideatore del progetto. Bottoni ha sottolineato come il percorso, condiviso con il sindaco Eligio Tombolillo, consentirà di valorizzare l’intera filiera bufalina e i prodotti derivati attraverso la realizzazione di piattaforme digitali comuni dedicate alla promozione e alla vendita, favorendo al tempo stesso l’accesso a finanziamenti regionali e nazionali. L’obiettivo è quello di costruire un sistema unitario capace di promuovere e tutelare un’eccellenza del territorio pontino. A un anno dalla presentazione del progetto, l’iter costitutivo è arrivato alla sua fase finale. Una volta ottenuto l’assenso della Giunta regionale si procederà con la sottoscrizione formale presso uno studio notarile e con la costituzione del consiglio di amministrazione. Sarà inoltre convocato un incontro con gli allevatori, definiti dallo stesso assessore la vera colonna portante del Distretto, ai quali è stato rivolto un ringraziamento per il contributo offerto nella stesura dello Statuto. Un riconoscimento è stato espresso anche nei confronti dell’Università della Tuscia, degli enti di promozione territoriale, delle associazioni di categoria, della Provincia di Latina, della Camera di Commercio, degli istituti di credito locali e dell’intero comparto agricolo che hanno sostenuto il progetto durante tutte le fasi della sua costruzione.