Home / Politica / Il mistero sepolto del Tempio di Marica e il grido d’aiuto per l’identità di Minturno

Il mistero sepolto del Tempio di Marica e il grido d’aiuto per l’identità di Minturno

La denuncia di Rossella Serao accende i riflettori sullo stato di abbandono del sito archeologico al Garigliano invocando l’intervento della Soprintendenza

Il Tempio della Dea Marica a Minturno non è soltanto un insieme di antiche pietre ma rappresenta il cuore pulsante delle radici aurunche e romane del territorio pontino. Situato strategicamente presso la foce del Garigliano questo luogo sacro racconta una storia millenaria legata al culto delle acque e della fertilità che oggi rischia di scomparire definitivamente non per un crollo strutturale ma per l’inesorabile avanzata dell’incuria. Rossella Serao commissario cittadino di Noi Moderati e critico d’arte ha lanciato un accorato appello affinché questo patrimonio inestimabile venga strappato all’oblio. Attualmente la struttura appare completamente invisibile agli occhi dei visitatori poiché interamente sommersa da una fitta vegetazione selvatica e da cumuli di terra che ne nascondono le forme architettoniche rendendo impossibile persino individuare il sito senza una conoscenza precisa del luogo. La gravità della situazione è testimoniata anche dalla scomparsa della cartellonistica informativa che un tempo guidava i turisti e gli appassionati alla scoperta di questo unicum italicum caratterizzato da una rarissima stratificazione storica. Il tempio originario infatti seguiva il corso del fiume con un accesso possibile solo tramite imbarcazioni mentre la successiva ricostruzione romana invertì l’orientamento seguendo i mutamenti naturali della foce. Nonostante l’interesse mostrato da singoli cittadini attraverso iniziative spontanee di tutela manca ancora un piano strutturato che restituisca dignità a un’area che vanta reperti risalenti fino al VII secolo avanti Cristo. L’appello di Serao si rivolge direttamente alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per richiedere risorse adeguate e una manutenzione costante che non sia solo un atto tecnico ma un gesto di rispetto verso la memoria collettiva. Proteggere il Tempio della Dea Marica significa infatti preservare una radice culturale che sostiene la comunità e che oggi appare soffocata dall’abbandono proprio nel punto in cui dovrebbe splendere come simbolo di identità e attrazione turistica

Tag: