Il Comitato Articolo 39 unisce settanta sigle associative e lancia la mobilitazione nazionale incontrando il Ministero del Lavoro e la Camera dei Deputati contro lo strapotere di CGIL, CISL, UIL e Confindustria
La mobilitazione nazionale contro quello che viene definito il monopolio della rappresentanza sindacale e datoriale ha preso ufficialmente il via nella giornata di mercoledì 24 giugno con una partecipata manifestazione in Piazza Barberini a Roma. Oltre 500 partecipanti e i rappresentanti di ben 70 sigle sindacali e datoriali sono giunti da ogni parte d’Italia per dare vita al primo atto di una mobilitazione promossa dal Comitato Articolo 39 – Libertà Sindacale. L’obiettivo esplicito della protesta è la difesa del pluralismo associativo e la piena tutela dell’articolo 39 della Costituzione, un principio fondamentale che secondo i promotori rischia di essere svuotato e ridotto a un riconoscimento puramente formale a causa di dinamiche che di fatto blindano il sistema delle relazioni industriali. Nel corso del presidio romano si sono alternati numerosi interventi e testimonianze volti a ribadire la necessità di preservare un sistema aperto e rispettoso della pari dignità di tutte le organizzazioni, registrando anche il sostegno politico di figure istituzionali come l’Onorevole Marco Rizzo e il rappresentante di Futuro Nazionale Onorevole Edoardo Ziello. La rilevanza della protesta ha trovato un riscontro immediato sul piano istituzionale, poiché una delegazione del Comitato è stata ricevuta al Ministero del Lavoro dal Capo di Gabinetto Mauro Nori e, nel corso del pomeriggio, un secondo incontro ha avuto luogo alla Camera dei Deputati con il Presidente della VII Commissione l’Onorevole Federico Mollicone. Sotto accusa è finito l’attuale impianto normativo e contrattuale che tende a concentrare la contrattazione collettiva e l’interlocuzione con il governo esclusivamente nelle mani di pochi soggetti autodefinitisi comparativamente più rappresentativi. I promotori hanno espresso parole di fuoco verso i colossi storici della rappresentanza italiana, dichiarando apertamente di non voler accettare che CGIL, CISL, UIL, Confindustria e le altre organizzazioni aggregate pretendano di decidere chi può partecipare alla contrattazione collettiva e chi debba invece restarne escluso. Per il Comitato la libertà sindacale è un diritto costituzionale che appartiene a tutti e non a pochi privilegiati, e per questa ragione la piattaforma rivendica con forza cinque pilastri fondamentali, ovvero la piena tutela dell’articolo 39, la difesa del pluralismo associativo, la pari dignità tra tutte le organizzazioni, il contrasto a ogni forma di monopolio e il rispetto del diritto di ogni realtà a crescere, rappresentare e partecipare. La grande affluenza registrata a Roma viene considerata solo l’inizio di un percorso molto più ampio e strutturato, e gli organizzatori hanno già annunciato che seguiranno nuove e capillari manifestazioni e iniziative istituzionali per ribadire in ogni sede che la libertà di rappresentanza costituisce un valore indisponibile e non negoziabile.












