L’amministrazione comunale e la diocesi omaggiano la religiosa che ha dedicato la sua lunga vita al servizio silenzioso della comunità attraverso la cura del prossimo
La città di Latina si è stretta oggi in un abbraccio ideale attorno a Suor Ginetta Pannunzio che ha spento ben 102 candeline presso l’istituto delle Suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue in via XXIV Maggio. Si è trattato di un momento di profonda commozione che ha visto la partecipazione attiva delle massime autorità locali per rendere omaggio a una donna che rappresenta un pilastro di spiritualità e umanità. L’assessore ai Servizi sociali Michele Nasso ha preso parte alla cerimonia portando i saluti istituzionali del sindaco Matilde Celentano e ha consegnato alla festeggiata una targa celebrativa a nome dell’intera cittadinanza come simbolo di gratitudine per una vita spesa interamente per gli altri. Accanto a lei per questo traguardo straordinario c’erano anche il vescovo Mariano Crociata e Suor Emma Zordan, recentemente insignita dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica, a conferma del grande valore sociale che l’ordine religioso ricopre nel tessuto cittadino. Suor Ginetta è nata ad Agnone il 7 febbraio 1924 e risiede nel capoluogo pontino da oltre un decennio dove ha saputo distinguersi per una forma di carità tanto silenziosa quanto preziosa. Durante la sua lunga missione religiosa ha infatti messo le proprie doti culinarie al servizio delle mense gestite dalle suore specializzandosi con estrema sensibilità nella preparazione di pasti dietetici per persone diabetiche. L’assessore Nasso ha voluto sottolineare come la religiosa sia un esempio luminoso di fede vissuta nella quotidianità attraverso gesti semplici e una discrezione che non ha impedito al suo operato di lasciare un segno indelebile. Questa celebrazione non è stata solo il festeggiamento di un compleanno eccezionale ma il riconoscimento ufficiale di una testimonianza umana che continua a ispirare la comunità di Latina grazie a una dedizione fatta di umiltà e amorevole cura per le fragilità altrui.












