Sabato 11 e domenica 12 ottobre il centro di Latina si trasformerà in un museo a cielo aperto. Torna infatti la rievocazione storica del Circuito dell’Agro Pontino, con una mostra statica di vetture anteguerra nei giardini comunali e la sfilata in piazza della Libertà. Un evento che richiama collezionisti, appassionati e curiosi da tutta Italia, riportando la città alle atmosfere di quasi novant’anni fa, quando per la prima volta i bolidi sfrecciarono sulle strade dell’Agro appena bonificato.
Era la primavera del 1937 quando Littoria (oggi Latina) ospitò per la prima volta una gara automobilistica di velocità. Non si trattava di una manifestazione qualsiasi: il regime fascista aveva trasformato la corsa in un simbolo della “terra redenta”, passata dalle paludi malariche a un territorio fertile, solcato da strade nuove e rettilinei infiniti.

Le auto ammesse erano quelle della categoria Turismo, più economiche e accessibili rispetto alle costose Sport: una scelta che rifletteva i tempi difficili, segnati da una crisi economica che si faceva sempre più pesante. Ma dietro l’organizzazione c’era anche tanta propaganda. Così come il Circuito di Cremona voluto dal ras Farinacci o la Coppa Acerbo di Pescara, anche il Circuito dell’Agro Pontino serviva a celebrare la modernità delle infrastrutture e l’efficienza dell’automobile, presentata come “forza viva della Nazione”, secondo le parole di Michele Favìa del Core, direttore del settimanale del Reale Automobile Club d’Italia.

In origine prevista per il 21 aprile, la corsa si tenne il 2 maggio 1937 con 78 concorrenti al via. Il tracciato, lungo 80 km da ripetere tre volte, partiva da Littoria, passava per Borgo Piave e Cisterna, correva lungo l’Appia fino a Casale Orsini, piegava verso Sabaudia e tornava infine al punto di partenza. Il rettilineo di 34 km sull’Appia – la celebre “Fettuccia” – permise ai piloti di stabilire medie incredibili per l’epoca.
Il più veloce fu Giovanni Lurani, che con la sua Alfa Romeo 2300 vinse alla media di quasi 149 km/h. Nella classe 750 Turismo, dominata dalle Fiat Topolino, a primeggiare fu Mario Grossi. Ma a catturare l’attenzione furono soprattutto i due figli del Duce: Bruno Mussolini, terzo assoluto con l’Alfa Romeo 2300 del padre (reduce dalla Mille Miglia), e Vittorio Mussolini, secondo di categoria con una Fiat 1500 carrozzata Viotti, elegante e avveniristica con i fari a scomparsa.
Fu una giornata di festa e di velocità, ma la manifestazione non ebbe seguito: la crisi internazionale e le tensioni che avrebbero portato alla guerra spensero presto quell’esperimento.
Oggi, a distanza di quasi novant’anni, quel ricordo torna a vivere grazie al Circolo Pontino della Manovella, promotore della rievocazione insieme ad ASI (Automotoclub Storico Italiano) e Comune di Latina.
Il programma prevede:
- Sabato 11 ottobre alle 15 l’esposizione statica ai giardini comunali con concorso di eleganza, valutato da una giuria di esperti e autorità locali;
- Domenica 12 ottobre alle 10.30 la sfilata in piazza della Libertà, preceduta alle 9.30 da una visita al Museo Giannini (MUG) riservata ai partecipanti.
A fare da cornice, oltre alle auto d’epoca costruite tra il 1909 e il 1945, anche alcune sportive fino al 1950 e moto storiche. Ogni collezionista riceverà in dono un’acquaforte del maestro pontino Alberto Serarcangeli, che raffigura una Alfa Romeo 2500 Sport con sullo sfondo la pianta urbanistica di Latina e la torre comunale.
Le parole degli organizzatori
“Sarà una straordinaria occasione di promozione turistica e culturale – ha dichiarato il sindaco Matilde Celentano – e un nuovo tassello nel percorso di valorizzazione del nostro centro storico, sempre più vivo e ricco di eventi”.

Soddisfazione anche dal presidente del Circolo Pontino della Manovella, Aldo Compagni: “Dal 1937 a oggi l’iniziativa è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento a livello nazionale per il collezionismo d’auto. L’anno scorso abbiamo ricevuto la Manovella d’Oro dall’ASI, segno del prestigio della manifestazione. Invitiamo cittadini e visitatori a godersi questi gioielli che raccontano la storia dell’automobilismo e dell’Italia stessa”.

La rievocazione del Circuito dell’Agro Pontino è a ingresso libero e si fregia del patrocinio della Camera dei Deputati e della Regione Lazio. Un’occasione unica per rivivere il rombo dei motori che, in quell’ormai lontano 1937, trasformarono Littoria nella capitale della velocità, anche solo per un giorno.












