Esperti e istituzioni si sono riuniti a Latina per fare chiarezza sulle terapie più efficaci e smontare i falsi miti legati alle diete chetogeniche
Il recente convegno svoltosi all’Hotel Europa di Latina ha segnato un punto di svolta nella divulgazione scientifica dedicata all’obesità attirando una platea numerosa e partecipe. L’evento promosso dall’Associazione Tendi la Mano – AIPOM e dal Soroptimist International Club Latina ha offerto una panoramica completa sulle strategie terapeutiche attuali sottolineando l’importanza della Legge numero 149 del primo ottobre 2025 che riconosce ufficialmente l’obesità come malattia cronica. Questa novità normativa permetterà l’inserimento della patologia nei Livelli Essenziali di Assistenza garantendo cure più eque e accessibili a tutti i cittadini. Durante i saluti istituzionali il Sindaco Matilde Celentano e l’Assessore regionale Elena Palazzo hanno ribadito quanto lo sport e la prevenzione nelle scuole siano pilastri fondamentali per contrastare quella che l’OMS definisce ormai un’epidemia sociale. Il dottor Roberto Cesareo ha guidato il dibattito ponendo l’accento sull’appropriatezza clinica e sulla necessità di evitare accanimenti terapeutici non giustificati per proteggere la sostenibilità del sistema sanitario. Gli esperti intervenuti hanno poi approfondito i diversi approcci medici partendo dal ruolo centrale dell’attività fisica analizzato dal cardiologo Norberto Giuliani fino ad arrivare alle diete chetogeniche trattate dal nutrizionista Ivan Beato. Quest’ultimo ha chiarito che tale regime alimentare non è una soluzione fai-da-te ma uno strumento clinico potente che richiede il monitoraggio costante di professionisti qualificati. Grande interesse hanno suscitato anche i nuovi farmaci per l’obesità presentati dall’endocrinologo Renato Pastore che rappresentano una frontiera tecnologica straordinaria sebbene vadano gestiti con estrema cautela specialistica. Sul fronte dei casi più gravi il chirurgo Giovanni Casella ha precisato che la chirurgia bariatrica non deve mai essere considerata un intervento estetico bensì una terapia salvavita capace di migliorare drasticamente l’aspettativa di salute dei pazienti. L’incontro moderato dalla dottoressa Iole Monica Gnessi si è concluso con l’annuncio di un prossimo appuntamento dedicato alla consapevolezza sulla menopausa confermando l’impegno costante del territorio pontino nella medicina preventiva e nel supporto alla ricerca scientifica anche attraverso il contributo del cinque per mille.












