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Paura a Sermoneta Scalo, mamma e figlio di otto anni inseguiti nel parcheggio del centro commerciale

Una donna racconta sui social la drammatica esperienza vissuta in pieno giorno ed evidenzia lo shock del bambino mentre emerge la necessità di un intervento strutturale dei servizi sociali per gestire soggetti problematici

Il parcheggio di un affollato centro commerciale a mezzogiorno può trasformarsi in uno scenario da incubo in pochi istanti. È quanto accaduto a Sermoneta Scalo dove una mamma si trovava da sola con il figlio di otto anni e stava raggiungendo la propria vettura quando è stata avvicinata da un uomo che le ha chiesto del denaro. Al rifiuto garbato della donna, che ha spiegato di non avere soldi con sé, l’individuo ha reagito con inaspettata violenza verbale iniziando a insultarla e a seguirla da vicino. La situazione è precipitata rapidamente costringendo la madre e il piccolo a una fuga precipitosa verso l’abitacolo della macchina. Fortunatamente i due sono riusciti a salire a bordo e a bloccare le portiere in tempo prima che l’uomo mettesse in atto gravi atti osceni arrivando a mostrare i genitali davanti ai loro occhi spaventati. Nemmeno il tentativo di mettere in moto il veicolo ha scoraggiato l’aggressore, il quale ha cercato di bloccare la via di fuga posizionandosi davanti al cofano per non far passare l’automobile. La donna è stata costretta a una manovra d’emergenza in retromarcia per poi ingranare la prima marcia e allontanarsi definitivamente mentre l’individuo continuava a rincorrerli dall’altro lato del piazzale. Il successivo e immediato intervento dei Carabinieri, allertati telefonicamente dalla vittima, ha purtroppo confermato una realtà ancora più amara per i residenti. I militari dell’arma hanno infatti spiegato alla signora che il soggetto è già ampiamente noto alle forze dell’ordine per episodi simili, ma che l’attuale quadro normativo non consente di adottare misure restrittive immediate ed efficaci. Questa drammatica testimonianza, condivisa dalla vittima sui canali social nel tentativo di unire altre persone che abbiano vissuto la medesima esperienza, solleva un interrogativo inquietante sulla sicurezza quotidiana dei cittadini. Il bambino ha subito un grave attacco di panico e manifesta ora un profondo trauma psicologico che lo spinge a rifiutare persino l’idea di uscire di casa. Di fronte a simili episodi appare evidente che il solo controllo delle forze dell’ordine non sia sufficiente a risolvere una problematica che affonda le radici nel disagio sociale e psichico. Si rende urgente e indispensabile l’intervento dei servizi sociali sul territorio per prendere in carico queste persone che, a causa delle loro profonde problematiche personali, finiscono per rappresentare una minaccia costante sia per se stesse sia per la pubblica incolumità. La comunità locale non può restare a guardare in attesa che si verifichino conseguenze ancora più gravi, ma ha il diritto di ricevere risposte concrete dalle istituzioni e presidi assistenziali in grado di disinnescare queste situazioni di pericolo prima che sia troppo tardi.