Il Partito Democratico di Latina critica la gestione della sanità regionale, ripercorre le scelte degli ultimi anni e denuncia lo stallo del nuovo ospedale, le difficoltà della sanità territoriale e il mancato abbattimento delle liste d’attesa
Il Partito Democratico di Latina attacca la narrazione della Giunta regionale sulla sanità del Lazio, sostenendo che il quadro descritto dalla maggioranza sia lontano dalla realtà vissuta quotidianamente dai cittadini della provincia pontina. Secondo il segretario del PD Latina, Marco Cepollaro, “la destra continua a descrivere una sanità che non esiste” e, in particolare, sul rapporto tra Roma e le province rappresenterebbe “addirittura il mondo al contrario”. Il PD ripercorre quindi le principali tappe della sanità laziale degli ultimi anni ricordando che nel settembre 2010, con il decreto commissariale n. 80, la Giunta Polverini dispose la chiusura di 24 ospedali del Lazio, tutti situati nelle province e nessuno nella Capitale. Con lo stesso provvedimento, evidenziano i democratici, venne cancellata la programmazione della Giunta Marrazzo che prevedeva la realizzazione a Latina del primo ospedale DEA di II livello fuori Roma e furono introdotte le macroaree, concentrando nella Capitale le cure più complesse e relegando la sanità provinciale a un ruolo subordinato. Una scelta che, secondo il PD, ha penalizzato fortemente i territori, aggravando i bilanci delle ASL provinciali e alimentando la mobilità sanitaria verso Roma e, nel caso della provincia di Latina, anche verso la Campania. Il partito sottolinea inoltre che il commissariamento della sanità regionale e i conseguenti vincoli finanziari sarebbero stati determinati dal pesante disavanzo accumulato dalle amministrazioni regionali di centrodestra tra il 2000 e il 2005. Il PD rivendica poi il lavoro svolto dalla Giunta Zingaretti, ricordando che con l’abolizione delle macroaree l’ospedale Santa Maria Goretti è tornato a essere DEA di II livello, grazie a investimenti che hanno consentito lo sviluppo di reparti di eccellenza e alta specializzazione, rendendolo l’unico ospedale di questo livello nel Lazio al di fuori di Roma. Secondo Cepollaro, “in provincia di Latina la destra ha inaugurato opere già programmate e finanziate dal centrosinistra”, mentre quando si è trattato di avviare nuovi interventi strategici il bilancio sarebbe “desolante”. Il caso simbolo, per il Partito Democratico, è rappresentato dal nuovo ospedale di Latina. Il partito ricorda che nel 2019, con l’uscita dal commissariamento della sanità e lo sblocco di un miliardo di euro destinato ai nuovi ospedali del Lazio, la Giunta Zingaretti e l’allora assessore alla Sanità Alessio D’Amato stanziarono 240 milioni di euro per il nuovo presidio pontino, anche grazie all’iniziativa del PD locale e dei consiglieri regionali del territorio. A queste risorse si aggiunsero altri 60 milioni di euro di fondi ministeriali destinati all’efficienza energetica. Sempre secondo il PD, lo studio di fattibilità era stato completato, la ASL aveva recepito le prescrizioni regionali e nel dicembre 2022 la procedura era pronta per la pubblicazione della gara. Con l’insediamento della Giunta Rocca, però, tutto si sarebbe fermato. La responsabile Sanità della segreteria provinciale del PD, Marilena Bono, afferma che la Regione ha scelto di commissionare un nuovo studio di fattibilità, perdendo così un primo anno, e che dopo altri due anni il progetto risulta ancora bloccato, una situazione definita incomprensibile e profondamente penalizzante per il territorio pontino. Per il Partito Democratico non si tratterebbe di un semplice ritardo ma di “un vero e proprio scippo ai danni di Latina”, consumato nel silenzio del centrodestra regionale e locale. Le critiche riguardano anche le Case di Comunità, dove secondo il PD non è stato risolto il problema dell’integrazione tra medici di medicina generale e ASL, mentre il tentativo normativo sarebbe fallito e mancherebbe un’organizzazione capace di garantire servizi territoriali continuativi. Bono evidenzia che i cittadini continuano a rivolgersi ai Pronto Soccorso anche per prestazioni non urgenti, mentre restano carenti la prevenzione, la presa in carico dei pazienti cronici e la realizzazione di una rete territoriale realmente operativa ventiquattro ore su ventiquattro. Infine, il Partito Democratico denuncia che le liste d’attesa continuano a rappresentare una delle principali criticità della sanità laziale, nonostante le promesse della maggioranza regionale di imprimere una svolta. Nelle conclusioni, Marco Cepollaro e Marilena Bono tracciano un bilancio definito “profondamente negativo”, parlando di molte promesse, pochi risultati, una sanità territoriale ancora debole e il nuovo ospedale di Latina ancora fermo. I due esponenti dem sostengono che la provincia pontina meriti risposte concrete, investimenti e tempi certi anziché annunci e continui rinvii, esprimendo infine un sincero ringraziamento al personale medico, infermieristico e sanitario per la professionalità, la competenza e la dedizione dimostrate ogni giorno nella tutela del diritto alla salute dei cittadini.












