La Regione Lazio richiede integrazioni profonde al progetto antierosione mentre l’amministrazione comunale difende la validità dell’intervento e i tempi di esecuzione
Il dibattito sulla salvaguardia del litorale di Latina si accende dopo il recente Question Time che ha messo in luce visioni diametralmente opposte tra la giunta e l’opposizione. Al centro della disputa si trova il progetto di difesa della costa tra Foce Verde e Capo Portiere che attualmente risulta congelato dalla Regione Lazio in attesa di verifiche puntuali sulla sua sostenibilità. La consigliera Maria Grazia Ciolfi del Movimento 5 Stelle ha espresso forti preoccupazioni riguardo alla mancanza di una visione organica della dinamica costiera e al rischio che le nuove barriere possano spostare il fenomeno dell’erosione verso i tratti di mare vicino a Sabaudia e al Circeo. Secondo l’esponente pentastellata le osservazioni regionali confermerebbero l’assenza di modelli previsionali affidabili e la carenza di un piano di ripascimento strutturato capace di garantire risultati nel lungo periodo. Di parere opposto è l’assessore Gianluca Di Cocco il quale ha ribadito la volontà di accelerare l’iter burocratico per non perdere i finanziamenti necessari alla messa in sicurezza delle spiagge. L’assessore ha puntualizzato che le richieste della Regione rientrano nella normale dialettica tecnica tra enti e che gli uffici sono già al lavoro per fornire le integrazioni richieste entro i sessanta giorni previsti. Tuttavia resta l’incertezza sulla scelta dell’opzione progettuale definitiva poiché la consigliera Ciolfi denuncia una discrepanza tra le relazioni tecniche e le dichiarazioni in aula riguardanti il modello di intervento adottato. Mentre la maggioranza punta sulla necessità di agire con urgenza per tutelare l’economia balneare l’opposizione richiama il fallimento dei precedenti pennelli realizzati nel duemila sei che avrebbero causato danni ambientali ancora visibili oggi. La sfida per il Comune di Latina resta ora quella di coniugare la rapidità d’esecuzione con la solidità scientifica richiesta dagli organi regionali per evitare che l’opera si trasformi in un intervento temporaneo e costoso privo di benefici duraturi per la collettività.












