Il presidente della Commissione Lavoro del Consiglio regionale del Lazio interviene dopo la diffida della UIL FPL Latina alle società SDS e Crescere Con. «Il rischio d’impresa non può essere scaricato su chi lavora»
La vicenda del mancato pagamento delle retribuzioni ai lavoratori del CUP, in particolare a chi presta servizio presso la ASL di Latina, arriva all’attenzione della politica regionale. A intervenire è Orlando Angelo Tripodi, consigliere regionale del Lazio di Forza Italia e presidente della Commissione Lavoro del Consiglio regionale del Lazio, che chiede di fare piena chiarezza sulla situazione dopo la diffida formalizzata dalla UIL FPL di Latina nei confronti delle società appaltatrici SDS e Crescere Con, alle quali il sindacato ha chiesto di procedere all’immediato pagamento delle spettanze arretrate.
«Quanto sta emergendo sulla vicenda del mancato pagamento delle retribuzioni ai lavoratori del CUP, in particolare a quelli impegnati presso la ASL di Latina, è una situazione che merita la massima attenzione e non può essere in alcun modo sottovalutata», dichiara Tripodi, sottolineando la necessità di verificare con attenzione quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali.
Il punto centrale della vicenda riguarda il ritardo nel pagamento degli stipendi alle lavoratrici e ai lavoratori impegnati nel servizio CUP. Secondo quanto riportato nella denuncia sindacale, la ASL di Latina avrebbe regolarmente completato le procedure necessarie per consentire i pagamenti alle società appaltatrici. Spetterà quindi agli organismi competenti verificare se, a fronte dell’adempimento della stazione appaltante, siano effettivamente rimaste inadempienze da parte delle società incaricate della gestione del servizio.
«Se, come denunciato dalle organizzazioni sindacali, la stazione appaltante ha regolarmente adempiuto agli obblighi necessari e le società incaricate della gestione del servizio non hanno invece garantito il pagamento degli stipendi ai lavoratori, ci troveremmo di fronte a un fatto gravissimo», afferma il presidente della Commissione Lavoro. Per Tripodi, infatti, non è accettabile che chi assicura quotidianamente un servizio essenziale per la sanità pubblica debba subire ritardi nella corresponsione delle proprie retribuzioni, con conseguenze dirette sulla possibilità di far fronte alle normali esigenze personali e familiari.
Il consigliere regionale richiama inoltre il principio secondo cui eventuali difficoltà interne alle aziende non possono ricadere sulle persone che lavorano. «I problemi tecnici o organizzativi di un’azienda – prosegue Tripodi – non possono mai trasformarsi in un danno per i dipendenti. Il rischio d’impresa non può essere scaricato su chi lavora».
Da qui la richiesta di valutare, qualora dagli accertamenti dovessero emergere effettive responsabilità, l’adozione di provvedimenti nei confronti delle società coinvolte. «Per questo, qualora venissero accertate responsabilità e inadempienze contrattuali da parte delle società coinvolte, ritengo che debbano essere valutati tutti i provvedimenti previsti, fino alla sospensione degli appalti nei confronti delle aziende che non rispettano i propri obblighi nei confronti dei lavoratori», sostiene Tripodi.
Una posizione che lega quindi la qualità e la continuità dei servizi pubblici anche al rispetto delle condizioni contrattuali e dei diritti di chi vi opera. Il caso del CUP, in questo senso, diventa per il presidente della Commissione Lavoro un tema da seguire anche sul piano istituzionale, soprattutto alla luce delle segnalazioni provenienti dal sindacato.
«Come presidente della Commissione Lavoro del Consiglio regionale – conclude Tripodi – seguirò con attenzione questa vicenda. La tutela dei lavoratori deve essere una priorità assoluta e chi gestisce servizi pubblici attraverso appalti deve garantire non soltanto l’efficienza del servizio, ma anche il pieno e puntuale rispetto dei diritti contrattuali e retributivi. Su questo non possono esserci deroghe né zone grigie».
La vicenda resta dunque legata agli accertamenti sulle presunte inadempienze delle società SDS e Crescere Con e alla situazione delle spettanze arretrate delle persone impiegate nel CUP. La UIL FPL Latina ha già formalizzato la propria diffida, mentre sul piano istituzionale cresce l’attenzione affinché venga verificato il rispetto degli obblighi contrattuali e sia garantita la regolare corresponsione delle retribuzioni a chi opera quotidianamente nei servizi rivolti all’utenza della sanità pubblica.












