Grande successo per la prima edizione dell’evento che celebra l’olio extravergine d’oliva locale come simbolo di identità, cultura e cooperazione territoriale.
La prima edizione del Festival SATOR si è aperta all’insegna della grande partecipazione, unendo la comunità e gli esperti nel segno della valorizzazione dell’olio di Sermoneta, tutelato dall’omonima Etichetta Collettiva Comunale che ne garantisce la qualità e il profondo legame con la tradizione locale. Organizzata dal Comune di Sermoneta in stretta sinergia con la CAPOL e supportata dal prezioso contributo di ARSIAL, la manifestazione è nata con il chiaro intento di promuovere la cultura dell’olio extravergine di oliva e le eccellenze agroalimentari di questo spicchio di territorio. La suggestiva cornice dell’Abbazia di Valvisciolo ha fatto da sfondo a un intenso pomeriggio di interventi che, dopo il saluto istituzionale del sindaco Giuseppina Giovannoli, ha visto alternarsi sul palco il priore dell’Abbazia Padre Andre, l’assessore della Regione Lazio Elena Palazzo, il presidente della CAPOL Luigi Centauri, la storica dell’arte Sonia Testa, Francesco Tetro dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino e il grafico Gianni Caputo. Questo ricco confronto ha saputo mettere in luce come la storia, l’arte, il paesaggio e la tradizione olivicola si fondano armoniosamente per dare vita a un prodotto unico, il cui valore viene oggi amplificato e tutelato proprio attraverso il progetto SATOR. A coronamento del dibattito, i presenti hanno potuto toccare con mano, o meglio con il palato, la qualità di questa terra grazie a una ricca degustazione in cui l’olio SATOR dell’Abbazia di Valvisciolo è stato esaltato dal pane del Forno Milani, dalle mozzarelle del Caseificio Perseo, dalle immancabili olive itrane e dal prosciutto locale, il tutto accompagnato dai vini della Valle dell’Usignolo e dalle creazioni dolciarie della Pasticceria Maciste, ideate appositamente utilizzando l’olio d’oliva celebrato. Il successo di questa giornata inaugurale è il frutto dell’impegno corale dei produttori che hanno creduto fin da subito nel progetto SATOR, contribuendo a delineare un’identità condivisa e riconoscibile, e del frantoio che accompagna con professionalità la crescita di questo prezioso ambasciatore del territorio, confermando come il festival sia lo strumento ideale per raccontare un patrimonio fatto di passione e qualità assoluta.












