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Schiaffo a Futuro Nazionale a Latina e addio al veleno di Massimo Perrone contro Alessandro Fanti

L’ormai ex referente del Comitato 465 lascia il movimento accusando il consigliere comunale di fare solo propaganda mentre la città affonda tra criminalità e degrado

Un vero e proprio terremoto politico scuote in queste ore gli equilibri cittadini con le clamorose dimissioni di Massimo Perrone dal ruolo di referente del Comitato 465 Latina. La sua uscita di scena non è per nulla silenziosa, ma si trasforma in un durissimo atto d’accusa contro Alessandro Fanti, rappresentante in Consiglio comunale di Futuro Nazionale, e contro una gestione politica definita ormai fatta esclusivamente di slogan e sterile propaganda. Perrone sceglie di non girare intorno alle questioni, sottolineando come l’adesione a un progetto politico non debba mai significare chinare il capo o rinunciare al proprio senso critico. Il suo pensiero va alle quasi cento persone, tra giovani e fasce adulte, che si sono impegnate per puro spirito di servizio verso la comunità e non per interessi personali, alle quali oggi sente di dover dare voce ponendo interrogativi pesanti sull’attuale direzione del movimento di fronte a una cittadinanza che chiede risposte urgenti.

Il cuore della polemica riguarda la presunta assenza delle istituzioni e di Fanti stesso di fronte alle vere emergenze del territorio. Perrone si chiede apertamente dove sia il consigliere comunale quando Latina finisce al centro di imponenti operazioni antidroga o quando si registrano gravi episodi di violenza nella nota zona della via dei Pub. La critica si fa ancora più aspra quando l’ex referente punta il dito contro il silenzio politico sui quartieri periferici segnati da ordigni esplosivi, problemi di sicurezza, carenze idriche e profondo disagio sociale. A fronte di queste criticità, Perrone elogia invece apertamente l’impegno quotidiano e silenzioso delle forze dell’ordine, ringraziando Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale per il loro lavoro sul campo per arginare lo spaccio e la criminalità, in netto contrasto con chi preferirebbe mettersi in mostra tagliando nastri a favore di telecamera senza mai scendere ad ascoltare le paure di chi vive ai margini della città.

Ma l’attacco frontale non si ferma alla gestione della sicurezza. Nel mirino di Perrone finiscono anche le priorità dell’agenda politica locale, giudicate del tutto scollate dai bisogni reali del tessuto urbano. Mentre il dibattito si concentra in modo quasi esclusivo su tematiche come l’isola pedonale o la remigrazione, restano senza risposta i grandi interrogativi sui circa sei milioni e mezzo di euro spesi per i giardinetti, una cifra definita enorme su cui la cittadinanza avrebbe il pieno diritto di pretendere massima trasparenza, specie considerando le pessime condizioni attuali di quegli spazi. L’assenza di una voce critica e propositiva da parte del rappresentante di Futuro Nazionale su questo enorme investimento pubblico viene considerata inaccettabile. La conclusione di Massimo Perrone è amara e delinea la necessità di una profonda ricostruzione morale e strutturale per Latina, capace di arginare l’emorragia di fiducia che allontana sempre più le persone dalle urne. Secondo l’ex referente non si tratta di una questione personale con Alessandro Fanti, ma di una battaglia vitale per una rappresentanza che abbia finalmente il coraggio di sporcarsi le mani, guardare i problemi negli occhi e fornire risposte concrete, abbandonando la politica delle poltrone.

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