Una cerimonia ricca di emozioni e aneddoti per intitolare il parcheggio inaugurato a luglio all’indimenticato amministratore locale scomparso nel 2009
Il nuovo spazio urbano di Pontinia, inaugurato lo scorso 22 luglio, ha da oggi un nome dal forte valore affettivo per l’intera cittadinanza. Il parcheggio di via Mameli è diventato ufficialmente Largo Alberto Zaccheo, un tributo permanente all’indimenticato medico veterinario ed ex amministratore comunale e provinciale scomparso nel 2009. La cerimonia di intitolazione si è trasformata in un momento di grande condivisione, nato dalla precisa volontà del sindaco Eligio Tombolillo e accolto con unanime approvazione dal Consiglio comunale, che ha partecipato in forze all’evento insieme al presidente Alfonso Donnarumma.
A testimoniare l’impronta profonda lasciata da questo protagonista della vita cittadina, sono intervenute numerose figure di spicco delle istituzioni. Tra i presenti si sono distinti il presidente della Provincia Federico Carnevale, il comandante della locale stazione dei Carabinieri Stefano De Rinaldis e il dottor Cesare Calvani, esponente dell’Ordine dei Medici Veterinari ed ex allievo proprio di Zaccheo. A loro si sono uniti lo storico consigliere Maurizio Marasca e una delegazione di ex dipendenti dell’Ente, tutti riuniti per onorare il ricordo dello stimato professionista.
L’incontro ha toccato i cuori dei presenti soprattutto durante gli interventi dei familiari. I figli Ermanno, Felice, Anna e Adele, affiancati dall’affezionato nipote, l’onorevole Vincenzo Zaccheo, hanno ringraziato l’amministrazione condividendo ricordi intimi della sua vita. I racconti hanno tratteggiato un uomo dotato di immensa generosità e di un’ironia inconfondibile, suscitando sorrisi affettuosi al ricordo della sua proverbiale sbadataggine e della buffa abitudine di chiamare tutti amichevolmente “Giuseppì”.
La profonda umanità di Alberto Zaccheo è stata al centro anche delle parole del primo cittadino. Il sindaco ha ricordato le sue storiche battaglie per il bene della comunità e la sua instancabile dedizione al lavoro. Il veterinario era infatti noto per la sua disponibilità incondizionata, pronto a correre in piena notte per curare il bestiame dei piccoli allevatori in difficoltà economica. In quelle occasioni non si curava del compenso e gli bastava farsi offrire un semplice caffè per portare a termine il suo dovere con grande competenza. Una vita spesa per il territorio e per le persone, che oggi la città ha scelto di fissare per sempre nella memoria collettiva.











