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Il caso ATRAL a Latina costa oltre sei milioni di euro tra proroghe e contenziosi aperti

La Commissione Trasparenza esamina la complessa vicenda del trasporto pubblico cittadino sollevando dubbi sulle scelte passate e lanciando un monito per il futuro della mobilità

Oggi, dopo una serie di rinvii causati da ritardi burocratici e accavallamenti di sedute istituzionali, la Commissione Trasparenza e Legalità del Comune di Latina è tornata a riunirsi per affrontare una delle eredità amministrative più gravose degli ultimi anni. Il fulcro dell’acceso dibattito è stata la gestione del trasporto pubblico locale e della sosta, un tema profondamente intrecciato con la recente storia della città e ampiamente documentato nel file commissione trasparenza del 10 settembre.pdf.

Dalla relazione tecnica fornita agli atti emerge un dato finanziario che non può passare inosservato. Il Comune di Latina risulta aver già versato ad ATRAL l’ingente somma di 6.059.431,66 euro, un importo che ingloba la quota capitale, le spese processuali, gli oneri esecutivi e, in misura particolarmente incisiva, gli interessi accumulati nel corso degli anni. A fronte di questa massiccia esposizione debitoria, le casse municipali registrano un credito di appena 18.498,84 euro nei confronti dell’azienda. La presidente della Commissione, Maria Grazia Ciolfi, ha sottolineato come l’obiettivo dell’incontro non si limitasse alla semplice ricostruzione di una disputa legale decennale, estesa dal 2005 al 2018, ma mirasse a comprendere a fondo le criticità e gli errori del passato per evitare di ripeterli.

Durante l’audizione, l’assessore Gianluca Di Cocco e la dirigente Daniela Prandi hanno ripercorso le tappe storiche dell’affidamento, mettendo in luce un paradosso amministrativo. Il contratto originario, siglato nel 2005, prevedeva una naturale scadenza dopo cinque anni, ma dal 2011 in poi il servizio è andato avanti grazie a ben 18 proroghe consecutive per un totale di ulteriori otto anni, fino all’arrivo del nuovo gestore nel 2018. Questa anomalia temporale ha sollevato interrogativi cruciali. Se il servizio erogato era considerato di qualità tanto da giustificare una tale serie di prolungamenti, come si spiega l’insorgere contemporaneo di un contenzioso che ha generato un esborso multimilionario per la cittadinanza? Gran parte di questo peso economico, come specificato dagli uffici competenti, è imputabile proprio agli interessi maturati sui mancati conguagli e adeguamenti previsti durante i vari rapporti contrattuali.

Per cercare di porre fine a questa continua emorragia di risorse pubbliche, l’Amministrazione sta attualmente lavorando a una proposta di transazione economica da sottoporre all’attenzione della sindaca. Questo processo comporterà la creazione di un gruppo di lavoro interdisciplinare, composto da avvocatura, settore finanziario, uffici trasporti e persino un tecnico peritale esterno, il cui ingaggio graverà ulteriormente sul bilancio comunale.

Tuttavia, la lezione che emerge dal caso ATRAL si proietta inevitabilmente sul futuro della mobilità cittadina. La presidente Ciolfi ha espresso forti riserve sulla decisione dell’attuale Amministrazione di privilegiare lo strumento della concessione rispetto a quello dell’appalto per il nuovo sistema di trasporto pubblico. Le difficoltà dell’Ente nel monitorare e gestire efficacemente i servizi esternalizzati sono già palesi in altre strutture cittadine, dalla piscina comunale al cimitero, fino al clamoroso naufragio del progetto della metropolitana di superficie. I sei milioni di euro già spesi devono quindi rappresentare un severo monito. L’affidamento di un servizio pubblico richiede una solida capacità di controllo e un intervento tempestivo sulle criticità, requisiti indispensabili per evitare che semplici disguidi amministrativi si trasformino in debiti incolmabili per la collettività. La Commissione proseguirà le sue indagini affiancata dall’Avvocatura comunale per delineare le responsabilità e le future prospettive legali.

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