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La Casa del Combattente rischia lo svuotamento e Ranaldi incalza il Comune di Latina per salvare le associazioni storiche

Il consigliere di PerLatina2032 presenta un’interrogazione per chiedere interventi urgenti all’Agenzia del Demanio o il trasferimento dell’immobile di Frezzotti al patrimonio comunale

Il futuro della storica Casa del Combattente di Latina, situata in Piazza San Marco, è a forte rischio e il caso politico esplode in Consiglio comunale. L’allarme è stato lanciato dall’Associazione dei Bersaglieri di Latina, costretta a valutare l’addio alla propria sede storica a causa dei costi insostenibili di manutenzione straordinaria imposti dall’Agenzia del Demanio. A farsi carico della battaglia per la tutela di questo patrimonio è il consigliere comunale di PerLatina2032, Nazzareno Ranaldi, che ha presentato una formale interrogazione consiliare indirizzata alla Giunta. Ranaldi chiede all’amministrazione comunale di avviare azioni urgenti verso il Demanio o di trovare soluzioni alternative stabili, ricordando che nel 2021 fu approvata una mozione all’unanimità che impegnava la politica a garantire la permanenza dei sodalizi. L’edificio, progettato nel 1932 dall’architetto Oriolo Frezzotti, rappresenta un pilastro dell’identità culturale e architettonica della città di fondazione e ospita attualmente otto associazioni combattentistiche e d’arma, considerate un presidio insostituibile di memoria storica. La crisi attuale nasce da una comunicazione del Demanio dello Stato per il rinnovo della concessione che subordina il canone agevolato all’assunzione totale delle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria. Si tratta di una clausola inaccettabile per realtà prive di scopo di lucro, che si reggono solo su quote associative simboliche, aggravata dal fatto che l’immobile è sottoposto a vincolo della Soprintendenza, elemento che richiede restauri conservativi dai costi enormemente superiori alla norma. Nelle sue precise richieste, Ranaldi propone al Comune di negoziare con il Demanio la cancellazione della clausola sulla manutenzione straordinaria o, in alternativa, di attivare le procedure per il trasferimento del bene al patrimonio comunale tramite il federalismo demaniale o un comodato a lungo termine. Qualora non si raggiungesse un accordo, il consigliere chiede alla maggioranza di individuare sedi alternative e dignitose nel centro urbano, sottolineando che l’attuale Giunta ha il dovere politico e istituzionale di trasformare le passate dichiarazioni d’intenti in concrete azioni di governo per salvaguardare la memoria storica del territorio.

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