Il dibattito politico infiamma il capoluogo pontino dopo il colpo subito dal direttore de Il Fatto Quotidiano durante il suo spettacolo al Teatro Comunale Gabriele D’Annunzio
Il clamoroso furto di dispositivi elettronici ai danni di Marco Travaglio avvenuto all’interno del Teatro Comunale di Latina ha innescato una tempesta politica che sta letteralmente facendo il giro del web attraverso migliaia di interazioni social. La consigliera del MoVimento 5 Stelle Maria Grazia Ciolfi ha aperto le ostilità parlando apertamente di un fallimento totale della Sindaca Matilde Celentano poiché il reato è stato consumato nei camerini durante lo spettacolo mentre il primo cittadino detiene la delega alla Cultura. Secondo l’esponente pentastellata l’assenza della Sindaca all’evento e il suo prolungato silenzio istituzionale rappresentano una umiliazione per la città. La Ciolfi ha inoltre puntato il dito contro l’assenza di un sistema di videosorveglianza adeguato all’interno della struttura comunale nonostante gli annunci dell’amministrazione sulla sicurezza urbana. Immediata è giunta la replica dei consiglieri di maggioranza che hanno bollato queste dichiarazioni come l’ennesimo tentativo di strumentalizzazione politica costruita su toni allarmistici e ricostruzioni volutamente distorte. Gli esponenti della coalizione di governo hanno sottolineato che la Sindaca si è già attivata inviando una formale lettera di scuse a Marco Travaglio ricevendo una risposta cordiale che conferma un clima di reciproca fiducia verso le forze dell’ordine. La maggioranza ha respinto ogni attacco alla gestione culturale cittadina definendo pretestuoso legare un episodio di criminalità comune alle competenze politiche della giunta. Mentre la discussione resta caldissima tra i banchi del Consiglio Comunale con la richiesta del M5S di un’indagine interna immediata la vicenda continua a occupare le prime pagine delle testate online e i feed dei principali social network sollevando interrogativi sulla tutela dei grandi ospiti internazionali nella casa comunale.












