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Lazio due punto zero la sfida di Nicola Catani per l’autonomia delle province contro il centralismo di Roma

Il dirigente di Noi Moderati promuove il modello Washington per affrancare i territori pontini e laziali dal peso della Capitale in vista delle prossime elezioni provinciali

Manca ormai meno di un mese all’appuntamento elettorale del 15 marzo quando si terranno le votazioni per il nuovo Presidente della Provincia di Latina. In questo scenario Nicola Catani di Noi Moderati sceglie di tracciare un bilancio dell’ultimo mandato e di rilanciare una visione politica ambiziosa per il futuro del territorio. Un plauso particolare viene rivolto al lavoro del Presidente uscente Gerardo Stefanelli specialmente per la capacità istituzionale dimostrata nel valorizzare il progetto Appia Regina Viarum che ha saputo unire tredici comuni pontini ottenendo il prestigioso riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità Unesco. Questa iniziativa ha permesso di lanciare un brand territoriale capace di generare sviluppo economico e culturale puntando sull’identità storica della via consolare. Tuttavia resta il nodo critico della Legge Delrio definita da Catani una norma scellerata che ha trasformato le Province in enti di secondo livello allontanandole dai cittadini e privandole di risorse fondamentali. La provocazione politica lanciata dal dirigente di Noi Moderati punta a un cambiamento radicale che riprende una storica intuizione di Armando Cusani ovvero la creazione di una Regione Lazio 2.0. L’idea centrale prevede di separare Roma Capitale dal resto delle province laziali seguendo il modello amministrativo di Washington DC così da garantire a Latina Frosinone Rieti e Viterbo una reale autonomia politica e maggiori risorse finanziarie. Secondo Catani questa rivoluzione copernicana rappresenta l’unica strada percorribile per superare l’attuale squilibrio che vede le Regioni eccessivamente centraliste a discapito di province svilite e comuni impoveriti richiedendo un impegno corale di tutte le forze politiche oltre le appartenenze di partito.

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