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Scontro sulla ex Buca e la replica del sindaco Mantini a Fratelli d’Italia sulle opere pubbliche

Il primo cittadino di Cisterna difende il progetto del cinema teatro e accusa l’opposizione di polemiche strumentali dopo venti anni di inattività amministrativa

Si accende il dibattito politico a Cisterna di Latina riguardante la gestione e il futuro della Sala Polivalente situata nella cosiddetta ex Buca, con una dura presa di posizione del sindaco Valentino Mantini che risponde alle critiche sollevate dall’opposizione. Il primo cittadino ha respinto fermamente gli attacchi, sottolineando come Fratelli d’Italia dovrebbe evitare commenti giudicati inutili e insensati dopo non aver realizzato alcuna opera pubblica significativa in venti anni di governo cittadino. Secondo Mantini, le polemiche attuali dimostrerebbero una scarsa conoscenza degli atti amministrativi da parte del capogruppo di FdI, poiché la delibera che citava la Sala Polivalente risale proprio al 2020 quando il centrodestra era alla guida della città. Entrando nel merito tecnico della struttura, il Sindaco ha chiarito che il concetto stesso di sala polivalente implica uno spazio flessibile e privo di allestimenti fissi iniziali, motivo per cui sarà l’operatore privato incaricato della gestione a completare l’opera e a definire gli allestimenti interni, presumibilmente trasformandola in un cinema-teatro. L’Amministrazione conferma la linea tracciata con l’avviso pubblico di maggio e la successiva manifestazione d’interesse di agosto, evidenziando un segnale molto positivo dal mercato, dato che tutti i cinque operatori che hanno aderito alla procedura hanno puntato sulla funzione culturale di cinema teatro, una destinazione d’uso non scontata nel contesto economico attuale. Mantini ha infine rassicurato la cittadinanza sul fatto che la struttura, che rimarrà di proprietà pubblica, sarà completata rispettando le tempistiche della Convenzione e che l’operazione è blindata da una polizza fidejussoria, non risparmiando una stoccata finale ai consiglieri di opposizione che abbandonano l’aula prima del voto per poi affidare le loro lamentele alla stampa.

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