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Sezze, la Chiesa di San Bartolomeo torna a splendere, conclusi i lavori di consolidamento e messa in sicurezza

Con grande gioia e soddisfazione la comunità di Sezze celebra la conclusione dei lavori di consolidamento e messa in sicurezza della Chiesa di San Bartolomeo, un traguardo storico che restituisce alla città un bene di straordinario valore, preservandolo finalmente per le generazioni future. Questo importante intervento di tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e religioso è stato interamente finanziato dal Fondo Edifici di Culto (FEC), l’organismo gestito dal Ministero dell’Interno che si occupa della salvaguardia dei beni sacri di alto valore culturale. Per Sezze, San Bartolomeo non è un semplice monumento, ma un luogo profondamente simbolico, legato a doppio filo alla storia e all’identità più intima della sua popolazione. Il percorso che ha portato a questo risultato è stato lungo e complesso, reso necessario da anni di preoccupante degrado e da gravi lesioni strutturali che avevano compromesso la stabilità dell’edificio, costringendo in passato persino a provvedimenti di chiusura per motivi di inagibilità e pubblica sicurezza. Grazie a questo stanziamento straordinario e a un attento lavoro di restauro scientifico monitorato dalla Soprintendenza, è stato possibile intervenire in modo radicale sulle fondamenta e sulle murature portanti per sanare i cedimenti e neutralizzare i rischi sismici, procedendo parallelamente alla messa in sicurezza del tetto per bloccare le infiltrazioni d’acqua che stavano devastando gli interni. Oggi, confrontando le immagini dello stato attuale della chiesa con le drammatiche condizioni in cui versava prima dell’avvio del cantiere, il risultato salta immediatamente all’occhio in tutta la sua bellezza ed efficacia. Esprimendo il sentimento dell’intera cittadinanza, il sindaco Lidano Lucidi ha manifestato un sincero orgoglio per la fine delle opere, sottolineando come l’operazione rappresenti la restituzione di un punto di riferimento culturale e spirituale insostituibile, capace di ridare forza all’identità del territorio lepino e di garantire che un pezzo così nobile della memoria cittadina possa continuare a vivere nel tempo.

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