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Stadio Francioni, il Partito Democratico chiede chiarezza «Ora parlino gli atti»

Cepollaro e Faiola sull’affidamento temporaneo a Atletico Pontinia «Non scegliamo una società contro un’altra, difendiamo il legame tra la città e il Francioni»

Il Partito Democratico di Latina rompe il silenzio sulla vicenda dello stadio Francioni dopo settimane in cui aveva scelto deliberatamente di non intervenire nel dibattito pubblico. Una scelta di metodo, spiegano dalla segreteria cittadina, dettata dalla volontà di ascoltare tutte le voci in campo prima di prendere posizione: quelle dell’Amministrazione comunale, quelle del Latina Calcio e le preoccupazioni sollevate da tifosi e cittadini. «Non avevamo interesse a partecipare alla corsa alle dichiarazioni», affermano Marco Cepollaro, segretario del PD Latina, e Matteo Faiola, componente della segreteria con delega allo Sport. «Su una vicenda tanto delicata abbiamo cercato di distinguere i fatti dalle polemiche. Oggi, alla luce di quanto emerso, alcune domande non possono più restare senza risposta».

Per i due esponenti democratici esiste una questione che viene prima di qualsiasi valutazione amministrativa. Il Francioni non è un impianto sportivo qualsiasi e il Latina Calcio rappresenta per la città tradizione e patrimonio di passione collettiva. Proprietà, presidenti e amministrazioni cambiano nel tempo, ma la maglia nerazzurra, il nome di Latina e lo stadio stesso appartengono alla storia comune della città, sottolineano, ribadendo che il legame tra Latina, la sua squadra e il Francioni non può essere ridotto a una semplice questione economica o burocratica.

Il nodo politico riguarda l’affidamento temporaneo del Francioni e del Bondioli all’Atletico Pontinia, un passaggio che secondo il PD pone interrogativi che meritano risposte chiare. Al di là della regolarità formale delle procedure, i due dirigenti democratici richiamano l’attenzione su alcuni elementi di contesto che chi segue le vicende del calcio pontino conosce bene: negli ultimi anni tra Atletico Pontinia, Anzio e il progetto Nuovo Latina si è registrata una significativa continuità di uomini e di esperienze sportive, con dirigenti e tecnici che hanno ricoperto ruoli nelle diverse realtà, come documentato dalle cronache sportive locali.

«Quando una di queste realtà ottiene la gestione dello stadio comunale, mentre un progetto sportivo ad essa vicino manifesta l’intenzione di costruire una nuova realtà calcistica nel capoluogo e la squadra professionistica della città rimane fuori dalla gestione dell’impianto in cui disputa il proprio campionato, fare domande non significa alimentare sospetti», affermano Cepollaro e Faiola. «Significa esercitare una responsabilità verso la comunità di Latina». Il riferimento diventa ancora più diretto quando i due ricordano che sulla concessione ventennale del Francioni risulta essere stata presentata una sola offerta, e che lo stesso presidente del Nuovo Latina ha pubblicamente indicato tra i partecipanti alla procedura una società vicina al proprio progetto.

Da qui una serie di domande che il PD rivolge all’Amministrazione: chi sono esattamente i soggetti che hanno partecipato alle procedure, quali progetti gestionali hanno presentato, quali sono gli attuali assetti e le responsabilità delle società coinvolte, quali rapporti intercorrono tra le diverse realtà sportive che negli ultimi anni hanno operato tra Pontinia, Anzio e Latina. E soprattutto, chiedono i due esponenti democratici, quale prospettiva l’Amministrazione immagini per il futuro dello stadio cittadino.

Il paradosso segnalato dal Partito Democratico è che la squadra professionistica che porta il nome della città continuerà a giocare nel proprio stadio, ma utilizzando un impianto affidato a un’altra società calcistica. «È una condizione certamente possibile sotto il profilo amministrativo ma singolare sotto vari aspetti», osservano Cepollaro e Faiola. «La regolarità degli atti è un presupposto imprescindibile ma non esaurisce la responsabilità della politica. Quando è in gioco un bene pubblico così importante, l’Amministrazione deve anche spiegare quale interesse pubblico stia perseguendo e quale disegno abbia per il futuro dello sport cittadino».

Per questo motivo il Partito Democratico annuncia l’intenzione di approfondire gli atti relativi all’affidamento temporaneo del Francioni e del Bondioli, oltre a tutti gli elementi utili a ricostruire il percorso che, attraverso la procedura per la concessione ventennale, ha portato al risultato attuale. Trasparenza, spiegano, non è per loro un’obiezione procedurale ma una richiesta politica, che riguarda la documentazione presentata dai partecipanti, gli elementi essenziali delle offerte e dei progetti gestionali, le condizioni previste per l’utilizzo degli impianti e le garanzie poste a tutela della possibilità per il Latina Calcio di continuare a utilizzare il Francioni in condizioni compatibili con la propria attività professionistica.

La posizione politica del Partito Democratico, concludono Cepollaro e Faiola, resta netta: «Noi stiamo dalla parte di Latina, della sua comunità sportiva, dei suoi tifosi e della sua identità. Non scegliamo un presidente contro un altro e non scegliamo una società privata contro un’altra. Scegliamo di difendere il legame tra la città, i colori nerazzurri e il Francioni. Le proprietà passano, i presidenti passano, le amministrazioni passano. Latina resta». I due esponenti democratici chiudono con un affondo diretto verso l’Amministrazione comunale, accusata di non avere una strategia adeguata sullo sport a Latina, penalizzando tanto lo sport di vertice quanto quello di base, mentre sul futuro dello stadio Francioni e del Latina Calcio, sostengono, qualcuno avrebbe avuto idee chiare e un’attività conseguente per un ritorno al passato. Il confronto su quanto sta realmente accadendo, avvertono, non si esaurisce con questa presa di posizione.