Tantissime famiglie senz’acqua di giorno e costrette a turni notturni impossibili annunciano azioni legali e il blocco delle bollette se il servizio non verrà ripristinato immediatamente
La pazienza dei cittadini ha superato il livello di guardia e la situazione nelle traverse di via del Piccarello, in direzione della Strada Statale Pontina, è ormai diventata del tutto insostenibile. Nella zona di via Corta, nota anche come Strada della Rosa, nel comune di Latina, l’esasperazione ha preso il posto della rassegnazione a causa di un disservizio idrico che si trascina da oltre un mese. Il flusso dell’acqua è quasi del tutto inesistente durante le ore diurne e la fornitura si attiva soltanto per una manciata di ore durante la notte, in particolare tra la mezzanotte e le sette del mattino. Questa erogazione notturna risulta comunque talmente debole e priva della pressione necessaria da non riuscire nemmeno a raggiungere le cisterne autoclave delle abitazioni, impedendone il riempimento. Il dramma quotidiano è cominciato a seguito di un guasto registrato il 30 aprile all’incrocio tra via Piccarello e via delle Rose, un problema tecnico dopo il quale il servizio non è mai più tornato alla piena normalità. Dopo una brevissima ripresa avvenuta il 5 maggio, l’erogazione è proseguita a singhiozzi fino al 2 giugno, data che ha segnato l’inizio del blocco totale diurno con la sparizione puntuale del flusso alle sette del mattino. Questa carenza prolungata sta mettendo in ginocchio famiglie con bambini piccoli, anziani e persone fragili, private di un bene primario ed essenziale che viene regolarmente pagato a caro prezzo. Davanti a questa emergenza quotidiana che impedisce persino di soddisfare le più basilari esigenze igieniche, la cittadinanza pretende chiarezza immediata per capire se si tratti di una grave falla della condotta idrica oppure di un piano di approvvigionamento a orari stabilito volontariamente dal gestore. I residenti hanno quindi deciso di dare un vero e proprio ultimatum di 7 giorni dalla diffusione della loro denuncia, spiegando che in assenza di un intervento concreto e di una risposta scritta faranno scattare le vie legali. Il comitato spontaneo nato dalla vertenza è pronto a presentare una segnalazione formale all’ARERA e una diffida contrattuale, avviando azioni giudiziarie per inadempimento e proclamando il blocco del pagamento delle bollette fino a quando l’acqua non tornerà a scorrere regolarmente dai rubinetti.












