Undici comuni italiani si uniscono per tutelare il patrimonio del Novecento e puntare alla candidatura Unesco con il primo Festival dedicato all’architettura razionalista
La cornice di Villa Maria Pia ad Alghero ha ospitato un momento istituzionale storico per l’urbanistica e la cultura del nostro Paese. È nata formalmente la Rete Nazionale delle Città di Fondazione – Città del Novecento, un grande progetto di collaborazione che vede il Comune di Latina nel ruolo di ente capofila. L’accordo unisce da nord a sud diverse realtà italiane per promuovere, tutelare e valorizzare il patrimonio architettonico e urbano del XX secolo. La firma è avvenuta durante le emozionanti celebrazioni per il 90° anniversario della fondazione di Fertilia, alla presenza della Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone e dei vertici istituzionali, tra cui la referente della Struttura di Missione per gli Anniversari Nazionali Elena Guerri Dall’Oro e il sindaco algherese Raimondo Cacciotto. Insieme a Latina, i comuni fondatori includono Tresignana, Pontinia, Sabaudia, Predappio, Arborea, Carbonia, Torviscosa e Guidonia Montecelio, con l’adesione già annunciata di Pomezia, portando a undici gli enti locali attualmente coinvolti, in una rete concepita per essere aperta a future integrazioni.
Questa inedita piattaforma istituzionale, culturale e scientifica ha obiettivi ambiziosi e molto concreti. La rete servirà infatti a coordinare progetti di rigenerazione urbana e attività didattiche, con lo sguardo rivolto alla candidatura dell’architettura razionalista a patrimonio mondiale dell’umanità Unesco e al lancio del primissimo Festival delle Città del Novecento. A sottolineare la portata dell’iniziativa è stata la prima cittadina di Latina, Matilde Celentano, che ha evidenziato come l’alleanza strategica tra queste storie territoriali sia la chiave per lo sviluppo futuro. Ricordando le sue stesse origini e l’identità condivisa tra il capoluogo pontino e la Sardegna, Celentano ha rimarcato la comune vocazione all’accoglienza vissuta nel dopoguerra con l’arrivo della comunità esule da Istria e Dalmazia. Un percorso virtuoso nato dall’esperienza della candidatura di Latina a Capitale della Cultura 2026, dal lavoro condiviso con Cantiere Città e dal Festival dell’Architettura del Novecento, per dimostrare che la memoria non è solo un ricordo da custodire ma un motore per costruire il domani.
Dal punto di vista tecnico e amministrativo, la stesura del protocollo condiviso è stata seguita scrupolosamente dall’assessora all’Urbanistica di Latina Annalisa Muzio in sinergia con il Dipartimento Territorio e Rigenerazione Urbana. Un lavoro complesso che ha ottenuto il via libera delle amministrazioni senza alcun onere immediato per i bilanci degli enti e che ha dato vita a un vero e proprio Comitato di Coordinamento. Grazie a questo strumento operativo, le Città di Fondazione si trasformeranno da statici musei a cielo aperto in vivaci laboratori di urbanistica contemporanea, pronte a fare squadra per intercettare i bandi di finanziamento europei, nazionali e regionali, fondamentali per il restauro conservativo del patrimonio. La giornata si è poi conclusa con i ringraziamenti al direttore dell’Ecomuseo Egea Fertilia Mauro Manca per l’organizzazione e con la partecipazione della delegazione pontina, affiancata dai rappresentanti dell’Unione italiana di Slovenia e Croazia, ai suggestivi eventi culturali in programma tra presentazioni editoriali, mostre storiche e la proiezione del film “Rotta 230° – Ritorno alla Terra dei Padri”.












