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Rischio dissesto finanziario per Latina, l’allarme di Noi Moderati sulla voragine da 41 milioni della Latina Ambiente

Il partito chiede un’azione immediata per aprire la procedura di conciliazione ed evitare il blocco totale dei servizi essenziali cittadini.

La questione legata alla Curatela della Latina Ambiente torna al centro del dibattito politico cittadino, dove il direttivo e il gruppo consiliare del partito Noi Moderati lanciano un forte e chiaro allarme riguardante il rischio di dissesto finanziario per il Comune, definito ormai altissimo e imminente a fronte di una richiesta di pagamento pari a 41 milioni di euro attivata tramite una procedura di arbitrato.

La vicenda, sebbene radicata nel tempo, ha vissuto una fase cruciale sul tavolo dell’amministrazione comunale negli ultimi due anni, spingendo il movimento politico a ribadire la propria contrarietà rispetto alle decisioni assunte dai tecnici nel 2025, i quali avevano scelto di disconoscere le richieste avanzate dalla Curatela evitando così una transazione ritenuta invece necessaria e vantaggiosa per l’interesse pubblico. A tal proposito, viene richiamata la nota dello scorso 16 luglio a firma dell’allora assessore Addonizio, indirizzata agli uffici competenti e alla Giunta, nella quale si criticavano apertamente gli esiti ritenuti negativi del tavolo tecnico sollecitando al contempo una chiusura transattiva della controversia che potesse riconoscere almeno in minima parte i crediti minori, compresi gli importi relativi all’IVA.

Secondo i componenti del gruppo consiliare, il pericolo di un collasso amministrativo ed economico per l’Ente sussiste indipendentemente dall’accoglimento totale o parziale della cifra pretesa, poiché anche nella migliore delle ipotesi si profilerebbe la necessità di applicare un drastico taglio a tutti i servizi erogati alla cittadinanza, compresi quelli essenziali. Per scongiurare questo scenario catastrofico, viene indicato come dovere assoluto e immediato la nomina di un RUP incaricato di aprire tempestivamente la fase conciliativa, eventualmente avvalendosi di pareri legali e tecnici di altissimo profilo per valutare il merito delle richieste e trovare una via d’uscita negoziata prima che i tempi ristretti imposti dalle procedure arbitrali ANAC conducano a sentenze irreversibili.

Pur esprimendo il massimo rispetto nei confronti dei tecnici che in questi anni hanno sostenuto linee di pensiero differenti, il partito evidenzia come tali posizioni siano state smentite dalle sentenze di condanna pronunciate dai tribunali nei confronti del Comune, sottolineando che l’insistenza su una strada giudicata fallimentare non rappresenti più un’opinione legittima bensì una responsabilità politica diretta nel condurre l’ente al dissesto o alla paralisi dei servizi. Da qui l’invito rivolto all’amministrazione affinché adotti decisioni orientate unicamente al bene della comunità locale, provvedendo a individuare e rimuovere eventuali posizioni di conflitto d’interesse.