L’ultima tappa del festival celebra la bellezza e la letteratura in un luogo unico, lanciando una sfida al mondo.
Il Festival Empatia conclude la sua prima edizione con un appuntamento significativo, scegliendo come cornice il Labirinto Limito, un luogo che incarna perfettamente il tema della rassegna: “smarrirsi per ritrovarsi”. Domenica 15 giugno, questa affascinante tappa finale del festival itinerante nella provincia di Latina promette un’esperienza unica, dal titolo evocativo “Smarrirsi per ritrovarsi nel labirinto della vita”.

L’incontro, in programma alle 18:30, vedrà protagonisti gli scrittori Graziella Belli, Susana Martín Gijón, Paco Ignacio Taibo II e Gian Luca Campagna, guidati dalla giornalista Daniela Novelli. Per partecipare, la prenotazione è obbligatoria tramite WhatsApp al 3494333269, con ingresso tassativo a partire dalle ore 17:00.
Il Labirinto Limito, situato tra Bassiano, Sezze e Sermoneta, è un luogo che va oltre la semplice attrazione. Frutto di un progetto audace e visionario della famiglia Carpineti, noti per la loro Tenuta Biologica Marco Carpineti, rappresenta il più grande vigneto-labirinto al mondo. Questa “invenzione” unisce la secolare tradizione vinicola di Cori con l’innovazione e la sostenibilità, riflettendo la filosofia di Marco Carpineti, che dal 1986 ha saputo valorizzare vitigni autoctoni dimenticati come il Bellone, il Greco Moro e il Nero Buono.
Il labirinto stesso, nato nel 2020, è realizzato con viti concentriche dell’antico vitigno Abbuoto, offrendo uno spettacolo di colori, profumi e suggestioni che invitano a superare i propri limiti e a “andare oltre le linee dell’orizzonte”. Paolo e Isabella Carpineti, insieme all’architetto paesaggista Fernando Bernardi, hanno trasformato un’idea audace in una realtà tangibile, dove l’atto di perdersi diventa un pretesto per una profonda riscoperta.
È proprio in questo contesto di bellezza e introspezione che gli autori presenteranno i loro romanzi, le loro storie e le loro riflessioni, lanciando quella che il Festival Empatia definisce una “sfida al mondo”. Come sottolinea Gian Luca Campagna, ideatore del festival, la convinzione è che “la bellezza salverà il mondo”. Riprendendo l’iconica frase de L’Idiota di Dostoevskij, il festival si propone di contrastare l’apatia, il cinismo e l’indifferenza attraverso l’educazione alla bellezza, intesa non solo come estetica, ma come trinomio di bellezza, verità e bontà.

Il Festival Empatia, attraverso le sue tappe in quattro suggestive location della provincia di Latina, si fa portavoce di un messaggio di connessione e fratellanza. L’obiettivo è creare “ponti di collegamento solidi” tra le persone, partendo dalla bellezza d’animo per estendersi all’arte, alla natura e alla tecnologia. La filosofia del festival è chiara: la bellezza è una via d’approccio al mondo contemporaneo e un legame empatico che unisce i popoli, al di là di ogni confine.












