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Bufera sull’Azienda Speciale Terracina e la CISL FP valuta lo stato di agitazione dei lavoratori

Il sindacato interviene dopo la sentenza del Giudice del Lavoro sulle differenze retributive e chiede chiarezza sul futuro contrattuale del personale

L’assemblea sindacale che si è svolta il 20 gennaio 2026 presso il Centro diurno Il Melograno ha segnato un punto di svolta critico per il futuro dell’Azienda Speciale Terracina. Al centro del dibattito, guidato dal Segretario Provinciale della CISL FP Raffaele Paciocca, vi è la recente sentenza del Giudice del Lavoro che ha condannato l’ente a versare oltre 24.500 euro di differenze retributive a un dipendente per un mancato riconoscimento di livello. Nonostante la legittimità del provvedimento per il singolo caso, l’organizzazione sindacale esprime forte preoccupazione per come la notizia sia stata divulgata, sottolineando che l’efficacia dell’atto resta limitata alle parti in causa e non può essere considerata automaticamente estendibile a tutto l’organico. Il clima di incertezza è alimentato da un conflitto interpretativo tra questa sentenza e una precedente pronuncia della Corte dei Conti del Lazio che definisce l’Azienda come una vera e propria articolazione della Pubblica Amministrazione. Proprio per risolvere questa ambiguità normativa che vede giudicati opposti e contraddittori, il sindacato ritiene necessario un intervento della Cassazione per stabilire una linea definitiva. I lavoratori chiedono ora garanzie su un impianto contrattuale solido che sia pienamente riconducibile al CCNL delle Funzioni Locali, evitando interpretazioni strumentali che rischiano di destabilizzare i servizi sociali. Di fronte a questa situazione di instabilità, l’assemblea ha deliberato l’ipotesi di avviare lo Stato di Agitazione del personale per tutelare i diritti di tutti i dipendenti e pretendere maggiore trasparenza dalla governance aziendale.

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