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L’arte digitale di Silvia Stan alla Feltrinelli per la rassegna contro la violenza di genere

Nuova tappa per il progetto Donne al Centro che coinvolge il Circolo Cittadino e Valore Donna con ventidue artiste in mostra a Latina

La mobilitazione culturale contro la violenza sulle donne non si ferma alla singola data del 25 novembre ma si espande in un percorso artistico e sociale che abbraccia l’intero periodo festivo nel capoluogo pontino. Continua infatti con successo l’esposizione collettiva Donne al Centro 2025, una mostra diffusa che vede la partecipazione di ventidue artiste contemporanee impegnate a sensibilizzare il pubblico attraverso il linguaggio universale dell’arte. Dopo l’avvio a metà novembre presso il Circolo Cittadino Sante Palumbo in Piazza del Popolo e negli spazi di Valore Donna in Via Gioberti, il progetto curato da Fabio D’Achille si arricchisce di un nuovo, significativo capitolo rivolto soprattutto alle nuove generazioni.

A partire dal 1º dicembre 2025, la suggestiva Scala Rossa della Libreria Feltrinelli di Latina ospita la personale dell’artista emergente Silvia Stan, intitolata Le Anime di Silvia Stan. Si tratta di una collezione di ventuno dipinti digitali che traggono profonda ispirazione dall’estetica degli Anime giapponesi, inserendosi perfettamente anche nella rassegna Manga on Paper e nel clima del festival Latina Comics&Game 2025. L’iniziativa nasce dalla sinergia tra figure femminili di spicco nel sociale come Maria Assunta D’Alessio, vicepresidente del Circolo Cittadino, e Valentina Pappacena, presidente del CAF Valore Donna, alle quali si è unita la direttrice della Feltrinelli Veronica Pedullà, creando una rete solidale che ha messo a disposizione spazi comuni per il Museo d’Arte Diffusa.

La protagonista di questa nuova tappa, Silvia Stan, è una giovane promessa dell’arte nata in Romania e cresciuta a Sezze, prossima alla laurea in Architettura. La sua ricerca stilistica fonde pittura e arte digitale per esplorare la complessità dell’emotività umana. Le sue opere, che richiamano la graphic novel contemporanea, non si limitano a raccontare una storia ma evocano frammenti di memoria, catturando gesti e silenzi attraverso colori sfumati e nostalgici. Come spiega la stessa autrice, la mostra è una narrazione visiva intima in cui convivono dolcezza e ombre interiori, offrendo uno spazio di interpretazione personale sulla connessione con se stessi e con gli altri.

Il curatore Fabio D’Achille sottolinea come la violenza di genere venga affrontata in questa rassegna non come semplice commemorazione, ma come un “filo rosso” per stabilire un dialogo costruttivo con gli uomini e rafforzare la solidarietà femminile. In un momento storico segnato da conflitti globali e da una persistente disparità di genere che sfocia spesso in tragedia, l’arte diventa uno strumento di resilienza. Le opere esposte, che spaziano dal disegno manuale alla fotografia fino all’installazione, rappresentano un’alternativa estetica al dolore e alla sopraffazione, prefigurando orizzonti culturali di condivisione e liberazione. La mostra diffusa rimarrà visitabile fino alla fine di dicembre, consolidando il ruolo di Latina come centro attivo di riflessione sociale attraverso la bellezza.