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Mistero sui chiusini storici spariti a Latina e l’appello inascoltato al Comune

L’Associazione Tor Tre Ponti attende da quindici giorni risposte sui manufatti di epoca fascista rimossi dal Parco Falcone e Borsellino e chiede un piano per tutelare la memoria in vista del centenario della città

Sono ormai trascorsi ben quindici giorni da quando l’Associazione Culturale Tor Tre Ponti ha inviato una comunicazione formale al Comune di Latina, eppure il mistero aleggia ancora sulla sorte dei chiusini storici in ghisa con la scritta “Littoria”. I manufatti sono stati rimossi durante i lavori di riqualificazione del Parco Falcone e Borsellino e la cittadinanza attende ancora una risposta ufficiale sulla loro collocazione. La richiesta era stata indirizzata direttamente alla prima cittadina Matilde Celentano, all’assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Carnevale e ai capigruppo consiliari. L’obiettivo era semplice e circoscritto, ovvero scoprire dove siano custoditi attualmente i manufatti per poterne verificare lo stato di conservazione attraverso una visione diretta.

Dal direttivo di Tor Tre Ponti chiariscono che l’iniziativa non ha alcun fine polemico, ma nasce unicamente dalla volontà di fare chiarezza su una vicenda che sta sollevando numerosi interrogativi tra le persone che abitano e vivono il territorio. Il mancato riscontro da parte dell’Amministrazione comunale lascia però un profondo senso di amarezza. Il presidente dell’Associazione Emanuele Bonaldo ha espresso un sincero dispiacere per questo silenzio, sottolineando come la via istituzionale fosse stata scelta proprio per instaurare un confronto serio e costruttivo con l’ente. Risulta infatti incomprensibile come, dopo due settimane, non sia giunta alcuna spiegazione su dove si trovino questi frammenti di memoria cittadina. Nel frattempo l’associazione ha voluto ringraziare calorosamente tutte le realtà civiche e politiche che hanno sostenuto l’appello, a dimostrazione del fatto che la tutela della storia urbana rappresenta un tema profondamente sentito dalla collettività.

Secondo Bonaldo, quando le richieste riguardano beni legati alla memoria collettiva, le risposte delle istituzioni dovrebbero essere non solo doverose ma soprattutto tempestive. La questione supera infatti la semplice presenza dei tombini nell’area verde, poiché questi elementi rappresentano una testimonianza materiale fondamentale della storia della città di fondazione. Il capoluogo pontino, sottolineano dall’associazione, merita proposte concrete sulla tutela del proprio passato, lontano da qualsiasi strumentalizzazione o contrapposizione ideologica, puntando invece sulla conoscenza, la documentazione e la conservazione. Tutto questo apre una riflessione molto più ampia in vista dell’avvicinarsi del centenario della fondazione della città. Non basta più intervenire in modo occasionale sulle singole problematiche emerse, ma serve un percorso strutturato che coinvolga l’Amministrazione, le realtà associative, gli archivi e l’intera cittadinanza.

È diventato ormai essenziale valorizzare le competenze di chi opera da anni volontariamente per conservare le tracce storiche dell’Agro Pontino. Il rischio attuale evidenziato dall’associazione è che una parte significativa della memoria cittadina resti affidata esclusivamente alla buona volontà delle singole persone, in mancanza di una vera strategia pubblica di conservazione e valorizzazione. Le realtà culturali territoriali rappresentano una risorsa straordinaria che deve essere integrata in un sistema permanente di tutela, andando oltre la semplice organizzazione di celebrazioni per il centenario. In attesa che l’Amministrazione rompa il silenzio, l’Associazione Tor Tre Ponti continua a chiedere chiarezza, trasparenza e un sopralluogo per verificare l’integrità dei manufatti, ribadendo di non cercare alcuno scontro ma di pretendere la verità e la tutela concreta del patrimonio storico di Latina.