Gianluca Bolognesi di Salp C.A.S.A. analizza i dati e lancia l’allarme sulla fascia grigia esclusa dal mercato immobiliare
Il mercato immobiliare nel Lazio mostra numeri da record con oltre 6,7 miliardi di euro di finanziamenti erogati negli ultimi dodici mesi, ma questa ondata di ottimismo nasconde una realtà ben più complessa. Nella sola provincia di Latina il volume dei mutui ha toccato quota 390,1 milioni di euro, registrando un notevole incremento del 18,7%. Tuttavia, dietro queste percentuali apparentemente rassicuranti si cela una profonda disuguaglianza nell’accesso al credito che penalizza fortemente le nuove generazioni e i lavoratori meno tutelati.
Gianluca Bolognesi, presidente regionale Lazio del sindacato degli inquilini Salp C.A.S.A., invita a una lettura critica di questi dati. La crescita del 12,3% registrata a livello regionale tra aprile 2025 e marzo 2026 riguarda infatti il volume complessivo del credito erogato e non il numero effettivo delle famiglie in grado di acquistare un’abitazione. Per ottenere un mutuo oggi è fondamentale possedere solide garanzie finanziarie spesso rappresentate da due redditi stabili e contratti a tempo indeterminato, un requisito che taglia fuori una vastissima fetta della popolazione lavorativa attuale.
La vera emergenza riguarda la cosiddetta “fascia grigia” dell’abitare, un gruppo sociale sempre più ampio composto da giovani in cerca di autonomia, persone con contratti di lavoro precari o discontinui e nuclei familiari monoreddito. Si tratta di cittadine e cittadini invisibili per il sistema, poiché non possiedono i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica ma non godono di entrate sufficienti per affrontare i prezzi proibitivi del mercato privato. Una situazione resa ancora più critica dalla proliferazione degli affitti brevi che ha fatto lievitare i canoni di locazione tradizionali.
Anche a livello nazionale il quadro del 2025 conferma questo paradosso. Nonostante la crescita delle compravendite e la riduzione dei tassi di interesse, l’accessibilità all’acquisto è peggiorata a causa del continuo aumento dei prezzi delle abitazioni. Confondere la ripresa finanziaria del mercato immobiliare con un effettivo miglioramento delle condizioni di vita delle persone è un errore prospettico che rischia di lasciare indietro le fasce più vulnerabili della società.
Per evitare che la ripresa favorisca esclusivamente chi ha già una forte stabilità economica, Bolognesi sottolinea l’urgenza di politiche abitative mirate all’edilizia sociale e agli affitti a canone sostenibile. Le speranze sono ora rivolte alle iniziative in cantiere, come il Piano Casa nazionale orientato agli alloggi a prezzi calmierati e le nuove direttive dell’Unione Europea per aumentare l’offerta di abitazioni accessibili nelle aree a maggiore pressione abitativa. La sfida imminente è trasformare le promesse normative in interventi tangibili, garantendo un reale diritto all’abitare per ogni persona senza lasciare indietro nessuno.












