Relatori prestigiosi per la salvaguardia e la diffusione del folklore
Il 2025 Iubilaeum Festival ha animato con successo l’estate, portando la pace e i valori del folklore in diverse città italiane. Questo evento intercontinentale, nato dall’esperienza cinquantennale del Festival della Collina, continua a diffondere un messaggio di solidarietà attraverso la musica, le danze e le arti popolari. Il suo impegno è stato riconosciuto a livello internazionale, ottenendo il titolo di CIOFF® International Festival nel 2012 e, successivamente, la qualifica di “Buona Pratica Culturale di Eccellenza” da parte della Regione Lazio.
L’edizione di quest’anno ha toccato diverse località, da Roma a Cori, da Latina a Tivoli e anche la Città del Vaticano, coinvolgendo un’ampia audience. Artisti da tutto il mondo – Benin, Colombia, Ecuador, Messico, Nuova Zelanda, Porto Rico e Stati Uniti d’America – si sono uniti a gruppi italiani, tra cui la Compagnia di Danza rinascimentale Tres Lusores e gli Sbandieratori Leone Rampante, creando una vibrante festa di colori e ritmi.
Il Festival e la tutela del Patrimonio Culturale Immateriale
Al centro del Festival, oltre agli spettacoli, c’è stata la riflessione sul Patrimonio Culturale Immateriale, in linea con le direttive dell’UNESCO e del Ministero della Cultura (MiC). Due eventi scientifici di grande rilievo hanno approfondito l’argomento:
- La conferenza “Workshop on folk reenactment. Talking about living cultural heritage”, che si è svolta a Cori, a Villa d’Este e al Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli.
- Il laboratorio “Shared folclorism: focus group on performances, festivals, socialization, and participation”.
Questi appuntamenti, che si tengono da anni all’interno del Festival, hanno riunito esperti di alto profilo del MiC, tra cui la Prof.ssa Paola Bertoncini, il Prof. Fabio Fichera, la Prof.ssa Cinzia Marchesini e il Prof. Claudio Rizzoni, insieme ai Professori dell’Università di Perugia Daniele Parbuono e Cinzia Marchesini. Hanno partecipato anche giovani ricercatori, specializzandi e gli artisti stessi dei gruppi internazionali, rendendo il dibattito vivace e interattivo.
L’obiettivo principale, come spiegato dall’organizzazione, è stato quello di “approfondire il tema delle tradizioni popolari, della loro tutela e della loro diffusione”. La speranza è che i festival come questo possano essere un mezzo duraturo per la salvaguardia di un bene prezioso, che favorisce il dialogo interculturale e la creatività umana.












