Il consigliere comunale e medico di medicina generale evidenzia le forti criticità della burocrazia digitale che rallenta l’assistenza per i pazienti più fragili e sollecita un tavolo di confronto tra istituzioni e operatori
A poco più di una settimana dall’entrata in funzione del nuovo sistema regionale SIATeSS per la gestione delle cure domiciliari si accende il confronto tra i medici di medicina generale, l’ASL di Latina e la Regione Lazio per risolvere le problematiche emerse in questa complessa fase di avvio. L’azienda sanitaria si è già attivata con la società LazioCrea per introdurre correttivi e fornire ulteriori indicazioni operative, ma secondo Emiliano Licata, consigliere comunale di Noi Moderati e medico di medicina generale, questo rappresenta solo un primo passo poiché ogni ritardo burocratico si ripercuote direttamente sui pazienti più fragili, come anziani, malati cronici e persone non autosufficienti o costrette a letto che attendono prestazioni vitali tra cui prelievi a domicilio, assistenza infermieristica e fisioterapia. Pur ringraziando la ASL per la prontezza con cui ha affrontato le criticità, Licata insiste sulla necessità assoluta di ascoltare chi usa quotidianamente la piattaforma perché dietro le procedure amministrative vi sono persone che necessitano di cure tempestive. Il precedente modello, basato su uno strumento semplice e sul lavoro efficiente degli operatori dei CAD, delle cooperative e di tutto il personale sanitario, aveva dimostrato negli anni di funzionare egregiamente garantendo una presa in carico rapida delle richieste dei medici di base, un patrimonio di professionalità che deve assolutamente accompagnare anche questa nuova fase. L’esponente di Noi Moderati chiarisce di non voler alimentare contrapposizioni o chiedere anacronistici passi indietro, poiché l’obiettivo della piattaforma unica regionale deve essere l’efficienza reale, ma evidenzia con forza come l’innovazione abbia senso solo se semplifica il lavoro assistenziale anziché aggravarlo. Attualmente i medici sono costretti a compilare interamente da zero le schede di pazienti già ben conosciuti dal sistema che necessitano periodicamente delle stesse identiche prestazioni domiciliari, un pesante aggravio burocratico che sottrae ore preziose all’attività clinica sui pazienti. Tra le soluzioni concrete proposte dal dottor Licata figurano il recupero automatico dei dati già presenti per aggiornare solo le informazioni realmente variate, l’attivazione di un’assistenza tecnica tempestiva per i medici di base, la previsione di procedure alternative semplici in caso di malfunzionamenti informatici e il monitoraggio rigoroso dei tempi che intercorrono tra la richiesta medica e l’effettiva erogazione del servizio. Per questa ragione il consigliere propone di istituire un tavolo di confronto permanente che riunisca Regione Lazio, ASL, distretti sanitari, medici di medicina generale e operatori dei CAD, convinto che le risposte migliori nascano dal confronto diretto con chi lavora ogni giorno sul territorio e tutela il diritto alla salute dei cittadini più vulnerabili.












