La richiesta punta all’adesione immediata alla piattaforma nazionale e a nuove linee guida ASL per includere le disabilità cognitive
Il tema dell’accessibilità e dei diritti reali torna al centro del dibattito cittadino grazie a un forte appello del Partito Democratico di Latina. La questione sollevata riguarda il Contrassegno Unico Disabili Europeo, noto come CUDE, e punta il dito contro i ritardi dell’amministrazione locale, accusata di lasciare indietro le persone con disabilità e le loro famiglie. L’obiettivo della segreteria dem è superare le semplici dichiarazioni di principio per garantire autonomia e dignità nella vita di tutti i giorni attraverso azioni amministrative concrete.
Al centro della polemica c’è la mancata adesione del Comune di Latina alla Piattaforma Unica Nazionale CUDE. Questo ritardo viene definito incomprensibile per un capoluogo di provincia che rappresenta la seconda città del Lazio per numero di abitanti. Attualmente la mancata integrazione nel sistema nazionale costringe le persone con disabilità a comunicare preventivamente la targa ai vari comandi di Polizia Locale ogni volta che si spostano in un altro comune aderente. Si tratta di un iter burocratico gravoso che espone i cittadini al rischio di sanzioni ingiuste, costringendoli a continui e logoranti ricorsi. Il PD chiede quindi all’amministrazione di procedere senza ulteriori esitazioni all’adeguamento dei sistemi informatici per rendere concretamente esigibile un diritto fondamentale alla mobilità.
Attraverso la voce della Responsabile Pari Opportunità Serena Cangero, viene sollevata anche una seconda problematica, rivolta questa volta all’ASL di Latina. La richiesta è quella di superare una visione esclusivamente motoria della disabilità. Molte persone con disabilità cognitive, intellettive o psichiche, come chi vive con autismo severo o patologie come l’Alzheimer, pur avendo una capacità motoria integra non possono orientarsi, percepire i pericoli o muoversi autonomamente. Il PD chiede l’adozione di linee guida operative uniformi per le Commissioni medico-legali, affinché queste condizioni e le loro conseguenze sull’autonomia vengano pienamente valutate per il rilascio del contrassegno.
L’intervento politico si chiude con un monito chiaro alle istituzioni, chiamate a rimuovere gli ostacoli anziché crearne di nuovi. Le pari opportunità, sottolineano dal Partito Democratico, si costruiscono solo attraverso servizi realmente accessibili e procedure eque. L’invito congiunto a Comune e Azienda Sanitaria è di compiere un passo avanti, poiché sulla dignità umana e sulla semplificazione della quotidianità di tante famiglie non esistono scuse valide per restare fermi.












