Il Presidente dell’assise chiarisce le scelte sull’ordine del giorno e risponde alle accuse della minoranza sulla gestione della seduta
Il Presidente del Consiglio comunale di Cisterna di Latina, Quirino Mancini, ha rotto il silenzio per fare chiarezza sulla gestione della mozione di sfiducia presentata da dieci consiglieri di minoranza. Attraverso una nota ufficiale, Mancini ha rivendicato la correttezza delle procedure adottate, sottolineando che l’ammissibilità dell’atto dipende esclusivamente da motivazioni legate all’attività del Sindaco e che la valutazione del merito spetta solo all’aula. In merito alle polemiche sulla collocazione del punto all’ultimo posto dell’ordine del giorno, il Presidente ha spiegato che la decisione è stata dettata da precise scadenze di legge riguardanti alcune variazioni di bilancio urgenti. Mancini ha inoltre precisato che il regolamento vigente non prevede una corsia preferenziale per la sfiducia e che la discussione iniziale è una prassi ordinaria non vincolante in questo caso specifico. Rispondendo alle critiche delle opposizioni, che giudicavano inutile votare il bilancio prima di un eventuale cambio al vertice, Mancini ha ricordato che per sfiduciare il Sindaco servono tredici voti, una soglia che richiede il sostegno di una parte della maggioranza e non della sola minoranza. Il Presidente ha poi confermato che la mozione è stata ritirata dagli stessi proponenti a ridosso della seduta, portando così all’annullamento del punto. Concludendo il suo intervento, Quirino Mancini ha ribadito di aver agito con totale trasparenza nell’interesse dell’istituzione, avvalendosi costantemente della consulenza tecnica del Segretario Generale per garantire il rispetto di ogni norma regolamentare.












